“[Cesare Zavattini] Era una persona fuori dal comune, certo. La personificazione dell'autodidatta. […] Fu un grande peccato dividerci, per me come per lui, perché ci completavamo bene. O meglio, io potevo essere un buon aiuto per lui: una coppia eccellente di sceneggiatori è sempre formata da due personalità antitetiche.”Suso Cecchi D'Amico pp. 76-77
“[Silvana Mangano] Non aveva la passione del cinema e della recitazione. […] A Silvana non importava niente, lo faceva solo per suo marito, e trascinata dall'enorme successo personale che aveva riscosso. […] Non ha mai condotto una vita normale: si è sposata giovanissima con un uomo che la idolatrava e l'ha viziata in modo assurdo. Non ha conosciuto la realtà, incapace com'era di prendere autonomamente persino un tram. […] Suscitava negli uomini furibonde passioni. Ha avuto delle grandi amitiés amoureuses, che si mantenevano per quel che ne so su un piano di lettere, telefonate, visite di omaggio. Era in ogni caso una donna fascinosissima, misteriosa.”Suso Cecchi D'Amico pp. 115 sgg.
“[Roberto Rossellini] Era un grande cronachista. Ho sempre detto che non ci potevamo permettere di fare un'altra guerra per far girare qualche altro bel film a Rossellini. Paisà e Roma città aperta sono dei grandi film, grandi come gli avvenimenti che a lui erano congeniali. Non era un regista da piccola cronaca quotidiana.”Suso Cecchi D'Amico p. 118
“Rossellini era una persona che aveva macinato un patrimonio proprio, poi aveva guadagnato moltissimo, ma si ritrovava perennemente senza una lira. La sua generosità era grande quanto la sua incoscienza.”Suso Cecchi D'Amico p. 121
“Mario Camerini, il più importante regista degli anni Trenta […] non soffrì affatto di trovarsi fanale di coda nella ripresa del dopoguerra, dopo essere stato nel passato un grande innovatore. Era un uomo di rara simpatia e dirittura morale.”Suso Cecchi D'Amico p. 159
“Non dico il pubblico, ma neanche i registi, salvo eccezioni come Mario Monicelli o Blasetti, danno credito al lavoro degli sceneggiatori. Fellini mise a dura prova il fegato di Flaiano, dichiarando sempre a destra e a sinistra di non avere sceneggiatura, e di andare sul set con in tasca un fogliettino grande quanto il biglietto dell'autobus, sul quale nottetempo aveva segnato qualche appunto. Sfacciato. Le sceneggiature le aveva eccome, almeno fino agli ultimi tempi.”Suso Cecchi D'Amico p. 162
“[Burt Lancaster] È sempre stato molto affettuoso e presente nei momenti chiave. […] È l'unico attore al quale ho visto svolgere il proprio lavoro con la calma e l'impegno di un grande medico.”Suso Cecchi D'Amico p. 200