“Prassagora: Della tornita lampa occhio fulgente,ora che appesa e bene in vista sei,la tua sorte esporremo e i tuoi natali.Poi che da figulino impeto espressacol volubile disco, un rutilantesole hai nel becco, dà con la tua fiammail convenuto segno. In te soltantofiducia abbiamo, e con ragion; ché purequando proviamo afrodisiache posenelle stanzucce nostre, e tu ne assisti;né dai suoi Lari alcuno esclude maila tua pupilla, vigile dei corpiagl'intrecci lascivi; e sola brillinei penetrali delle cosce arcani,e il pel florido v'ardi. E quando l'archedi pomi colme e del licor di Baccosaccheggiamo, ne assisti; e non spettegoliquanto con noi facesti, al vicinato.”Aristofane Le donne al parlamentoEcclesiazuse, Incipit
“Servo A: Poveri noi, che guai, poveri noi!Mandino i Numi un accidente a quellabirba d'un Paflagone comperatoultimamente e a tutti i suoi consigli!Dal dí che s'è ficcato in questa casa,da mane a sera appioppa botte ai servi!Servo B: Un accidente a secco, a questa schiumadei Paflagoni, ed alle sue calunnie!Servo A: Come stai, poveraccio?Servo B: Come te: male!”Aristofane I cavalieriI cavalieri, Incipit
“Moglie: Bella figliuola, porta con bel garbola cesta, e fa' la grinta di chi sbiasciasantoreggia. Mortale fortunato,chi ti si piglierà, chi avrà da tedonnole, brave non meno di tea trar corregge, quanto spunta l'alba!Sù, fatti avanti, e bada che nessunot'abbia a involare, fra la calca, l'oro.”Aristofane Origine: Gli Acarnesi, p. 109