“Il conte Steinrück, oltre il figlio aveva avuto una figliola, bella e di molte qualità, la prediletta del padre, al quale rassomigliava nel carattere. Ella doveva sposare il parente ora morto. La cosa era da lungo decisa in famiglia, e perciò la contessina aveva spesso abitato per intere settimane in casa dei futuri suoceri.Ma, prima ancora del fidanzamento ufficiale, la giovinetta, allora diciottenne, fu colta da una di quelle passioni che conducono nevessariamente all'infelicità, non per la diversa condizione sociale degli sposi o perché provochino discordie familiari, ma perché vi manca quello che soltanto può rendere felici e durevoli simili unioni, cioè l'amore. Era stata un'ubriacatura, alla quale seguirono pentimento e delusione, ma quando era ormai troppo tardi.”Elisabeth Bürstenbinder San Michele