Frasi di Gavino Angius

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Gavino Angius

Data di nascita: 18. Novembre 1946

Gavino Angius è un politico italiano, deputato del PCI-PDS dal 1987 al 1996 e senatore dello stesso PDS e dei DS dal '96 al 2008.

È stato capogruppo del suo partito al Senato dal 2001 al 2006 e vicepresidente dell'assemblea di palazzo Madama dal 2006 al 2008.

Inizialmente contrario alla confluenza dei DS nel Partito Democratico, ha partecipato alla rifondazione del Partito Socialista Italiano per poi aderire al PD nel 2009.



„Provate a cancellare e a togliere da tutti i paesi europei le forze d'ispirazione socialista: ma che cosa rimane per animare quelle democrazie, per dargli il senso di una novità e di una vita viva vissuta dalle persone? Eppure in Italia – solo in Italia – è stato scritto: il socialismo è morto. Con queste testuali parole si apriva questo autunno non solo un articolo ma un'impressionante campagna di stampa. Non si capiva bene se si parlava del socialismo di Lenin o di Nenni, di Blair o di Zapatero: il tribunale della storia aveva emesso questa sentenza. Permettetemi di ricusare il giudice di quel tribunale. (dall'intervento al 4° congresso dei Democratici di Sinistra, Firenze, 20 aprile 2007)“

„Io, care Compagne e Compagni, credo nel primato della ragione come valore guida dell'agire umano e penso alla laicità come principio indissolubile di democrazia. (ibidem)“


„In un partito si può essere anche un'infima minoranza ma se ne deve condividere il nucleo essenziale di idee che ne sono a fondamento, la sua ragion d'essere, non si può essere tollerati o percepiti come una bizzarra diversità, come l'espressione di un pensiero morto, come prodotto di una sconfitta storica o di una perniciosità del futuro. (ibidem)“

„Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale. È chiaro ed evidente come riportato dai più importanti organi di informazione che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente predeterminata. Questo mio dissenso non è compatibile con la mia partecipazione alla "fase costituente". Di consenguenza non parteciperò al Comitato promotore per il Pd votato dal nostro Congresso che avvia la nascita del nuovo partito. È una decisione per me sofferta e difficile. Ma coerente con ciò che penso e sento. Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd. Credo nella necessità storica della presenza, oggi e domani, in Italia di una autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del Socialismo Europeo. (dalla lettera aperta ai compagni e alle compagne, Roma, 24 aprile 2007)“