Frasi di Gabriele d'Annunzio

Gabriele D'Annunzio, a volte scritto d'Annunzio, nome con cui usava firmarsi, dal 1924 Principe di Montenevoso , è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, simbolo del Decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale.



Soprannominato il Vate, cioè "poeta sacro, profeta", cantore dell'Italia umbertina, occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. È stato definito «eccezionale e ultimo interprete della più duratura tradizione poetica italiana […]» e come politico lasciò un segno nella sua epoca e una influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti.

✵ 12. Marzo 1863 – 1. Marzo 1938  •  Altri nomi Gabriele d’Annunzio, Габриэле Д’Аннунцио
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Lavori

Il piacere
Il piacere
Gabriele d'Annunzio
Canto novo
Gabriele d'Annunzio
Contemplazione della morte
Gabriele d'Annunzio
Il piacere
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Canto novo
Gabriele d'Annunzio
Contemplazione della morte
Gabriele d'Annunzio
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Gabriele d'Annunzio frasi celebri

Gabriele d'Annunzio frase: “Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.”

“[Filippo Tommaso Marinetti] Un cretino fosforescente.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Citato in Giordano Bruno Guerri, Filippo Tommaso Marinetti, Mondatori, Milano, 2010, p. 54. ISBN 978-88-04-59568-7

Frasi sulla vita di Gabriele d'Annunzio

Gabriele d'Annunzio frase: “Io ho quel che ho donato perché nella vita ho sempre amato.”

“Io ho quel che ho donato perché nella vita ho sempre amato.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Motto inciso sull'ingresso del Vittoriale; citato anche in Vitaliano Brancati, Paolo il caldo.
Origine: 25 agosto 1922, da Siamo spiriti azzurri e stelle: diario inedito (17-27 agosto 1922), Giunti, 1995.

“E l'avvenire mi apparve spaventoso, senza speranza. L'immagine indeterminata del nascituro crebbe, si dilatò, come quelle orribili cose informi che vediamo talvolta negli incubi ed occupò tutto il campo. Non si trattava d'un rimpianto, d'un rimorso, d'un ricordo indistruttibile, ma di un essere vivente. Il mio avvenire era legato a un essere vivente d'una vita tenace e malefica; era legato a un estraneo, a un intruso, a una creatura abominevole contro cui non soltanto la mia anima ma la mia carne, tutto il mio sangue e le mie fibre provavano un'avversione bruta, feroce, implacabile fino alla morte, oltre la morte. Pensavo: "chi avrebbe mai potuto immaginare un supplizio peggiore per torturarmi insieme l'anima e la carne? Il più ingegnosamente efferato dei tiranni non saprebbe concepire certe crudeltà ironiche… Non erano ancora manifesti nella persona di Giuliana i segni esterni: l'allargamento dei fianchi, l'aumento del volume del ventre. Ella si trovava dunque ancora ai primi mesi: forse al terzo, forse al principio del quarto. Le aderenze che univano il feto alla matrice dovevano esser deboli. L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino?”

Gabriele d'Annunzio

da L'innocente, 1891

Frasi sull'arte di Gabriele d'Annunzio

Gabriele d'Annunzio: Frasi popolari

Gabriele d'Annunzio Frasi e Citazioni

“Osare l'inosabile.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Motto scritto nelle bottiglie lanciate nelle acque di Buccari il 10 febbraio 1918); citato in Paola Sorge, Motti dannunziani, Newton Compton editori, Roma, 1994<sup>1</sup>.

“Io sono un animale di lusso; e il superfluo m'è necessario come il respiro.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Da una lettera a Emilio Treves, 1896; citato in Guglielmo Gatti, Vita di Gabriele d'Annunzio, Sansoni.

“Non ritroverete mai la vostra donna -amata, amante- così com'era quando da lei vi separaste..”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Citato in Dino Basili, L'amore è tutto, Tascabili economici newton, febbraio 1996, p. 15.

“Bisogna conservare ad ogni costo intiera la libertà, fin nell'ebrezza. La regola dell'uomo d'intelletto, eccola: ― Habere, non haberi.”

Gabriele d'Annunzio libro Il piacere

padre di Andrea: cap. II, p. 41
Il piacere
Origine: Possedere, non essere posseduto.

“Riaccendere un amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s'invelenisce; l'amore, anche.”

Gabriele d'Annunzio libro Il piacere

Giulio Muséllaro: cap. XI, p. 320
Il piacere

“Il paradiso è all'ombra delle spade.”

Gabriele d'Annunzio libro Merope

È in realtà una citazione di Maometto. D&#x27;Annunzio la utilizzò in La canzone d&#x27;oltremare, Merope, [citation needed] (1915); la citò nuovamente il 4 maggio 1919 in Gli ultimi saranno i primi. Discorso al popolo di Roma nell&#x27;Augusteo; nel 1921, infine, la utilizzò (nella forma Il Paradiso all&#x27;ombra delle Spade o Il paradiso nell&#x27;ombre delle spade) anche come titolo di un film di cui scrisse la sceneggiatura. <br class="br">Attribuite <br class="br">Origine: Da Il libro del governo, 4681; citato in Tom Holland, Millennium. La fine del mondo e la nascita della cristianità, traduzione di M. E. Morin, Il Saggiatore, 2010, p. 106 http://books.google.it/books?id=o4ByLMumEwoC&amp;pg=PA106. ISBN 8842815535 <br class="br">Origine: Cfr. Gabriele D&#x27;Annunzio, Contro uno e contro tutti, Presso la Fionda, Roma, 1919, p. 69 http://archive.org/stream/controunoecontro00dannuoft#page/68/mode/2up. <br class="br">Origine: Cfr. Il Carroccio, Vol. XIII, n. 6, giugno 1921, p. 665 http://archive.org/stream/n06ilcarroccioit13newyuoft#page/664/mode/2up.

“Ma il tutto è in lui. Nel suo petto | concluso è il mondo.”

Gabriele d'Annunzio

Nel primo centenario della nascita di Vittore Hugo

“Il rimpianto è il vano pascolo d'uno spirito disoccupato. Bisogna sopra tutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove imaginazioni.”

Gabriele d'Annunzio libro Il piacere

padre di Andrea: cap. II, pp. 41-42
Il piacere
Variante: Il rimpianto é il vano pascolo d'uno spirito disoccupato. Bisogna soprattutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e nuove immaginazioni.

“Da Giovanni Pascoli: Giova ciò solo che non muore, e solo
per noi non muore, ciò che muor con noi.”

Gabriele d'Annunzio libro Contemplazione della morte

Origine: Sono i versi conclusivi del poemetto L'immortalità, pubblicato dal Pascoli prima col titolo Il poeta e l'astrologo nel suo scritto Pensieri scolastici (su La Rassegna scolastica, 16 dicembre 1896), quindi riscritto e incluso, in altra forma, nei Poemetti e, successivamente, nei Primi poemetti.
Origine: Contemplazione della morte, p. 99

“Heu! Heu! Heu! Alalà!”

Gabriele d'Annunzio

grido di guerra del 7 agosto 1917, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 616

“L'uomo è, sopra tutto, un animale accomodativo. Non c'è turpitudine o dolore a cui non s'adatti.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Citato in Dizionario mondiale di Storia, Rizzoli Larousse, Milano, 2003, p. 294. ISBN 88-525-0077-4

“La fiaccola sotto il moggio.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 735.

“O beati quelli che più hanno, perché più potranno dare, più potranno ardere.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Da Per la grande Italia, orazioni e messaggi, Milano, 1915, p. 32.

“Ricordati di osare sempre.”

Gabriele d'Annunzio

1918, dai Taccuini, Mondadori

“Siamo trenta d'una sorte, | E trentuno con la morte. | Eia, l'ultima! Alalà!”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Da Canzone del Quarnaro, in "La Beffa di Buccari con aggiunti la Canzone del Quarnaro, il Catalogo dei Trenta di Buccari", Milano, 1918.

“L'automobile è femmina.”

Gabriele d'Annunzio

Origine: Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 47. ISBN 88-8598-826-2.

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