Frasi di László Mécs

László Mécs , poeta e premostratense ungherese.

✵ 17. Gennaio 1895 – 9. Novembre 1978
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László Mécs Frasi e Citazioni

“Il mio ufficio: cantando trarre l'allodola dalla zolla, | l'arcobaleno dal pianto, la farfalla dal bozzolo, | il marmo dalla rupe, l'idea dal marmo, | il santo, l'eroe, la madre dall'uomo.”

László Mécs

da L'ultimo poeta
Origine: In Lirica ungherese del '900, introduzione e traduzione di Paolo Santarcangeli, Guanda, Parma, 1962, p. 112.

“Chi reca nel cuore molta tristezza | chi ha molto da piangere, mi venga vicino | e sieda sulle foglie. || Prendo il flauto che la primavera mi diede | e suono la mestizia della gente triste | che aspetta la primavera.”

László Mécs

da Flauto d'autunno
Origine: In Lirica ungherese del '900, introduzione e traduzione di Paolo Santarcangeli, Guanda, Parma, 1962, p. 110.

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