“Il medioevo non è una età perfetta, come non è una età di aberrazione, è una età di incarnazione, è gente che ha impegnato la propria esistenza alla luce della grande certezza che la salvezza era data, che la salvezza abitava in mezzo a loro, che la salvezza si comunicava ogni giorno attraverso il sacramento, attraverso la parola, attraverso la vita della carità; in questo incontro quotidiano fra la sua forza e la nostra debolezza avveniva nel mondo qualche cosa di nuovo.”Luigi Negri
“È l'uomo comune che diventa protagonista della sua storia personale e della storia del mondo. La storiografia fino all'inizio del medioevo non ha nell'uomo normale e concreto il protagonista della storia: il protagonista della storia è invece il grande, è il potente, i pochi uomini potenti di cui si conserva il ricordo, mentre tutti gli altri sono destinati ad un anonimato. Il medioevo cristiano è invece la storia di uomini comuni, cioè di santi, che hanno impostato l'esistenza nella certezza della fede e hanno visto valorizzato quel fattore incredibile che solo il mistero cristiano valorizza: la libertà dell'uomo, la sua responsabilità, la sua capacità di stare nelle cose ed anche il limite con cui dice di non volerci stare, la grandezza della sua generosità e la meschinità del suo egoismo, la grandezza della sua intelligenza e il limite fisico o morale.”Luigi Negri
“[…] sant'Ermanno lo storpio: oggi un uomo così non sarebbe nemmeno potuto nascere, nei 150 paesi civili del mondo in cui non c'è libertà religiosa. Ermanno è una delle personalità che più intensamente esprime la genialità della fede che cambia la vita dell'uomo.”Luigi Negri