“in me il tempo rimane | come una rossa rosa odorosa | che oggi sia venerdì domani sabato | che il più di me sia passato che resti il meno | me ne infischio. (da C'è un albero dentro di me.”Nazım Hikmet 1960), p. 110 Poesie
“Sono cent'anni che non ho visto il suo viso | che non ho passato il braccio | attorno alla sua vita | che non mi son fermato nei suoi occhi | che non ho interrogato | la chiarità del suo pensiero | che non ho toccato | il calore del suo ventre | eravamo sullo stesso ramo insieme | eravamo sullo stesso ramo | caduti dallo stesso ramo ci siamo separatie tra noi il tempo è di cent'anni | di cent'anni la strada | e da cent'anni nella penombra | corro dietro a te.”Nazım Hikmet
“Al mare, alla sabbia, al sole, alla mela, alle stelle | io mi abituo, o mia rosa, | mi abituo profondamente. | Confuso col mare e la sabbia e il sole e la mela e le stelle | il tempo di partire è venuto. (da Quest'anno all'inizio dell'autunno nel sud.”Nazım Hikmet 1958), p. 84 Poesie
“Finch'è ancora tempo, mio amore, | e prima che bruci Parigi | finch'è ancora tempo, mio amore, | finché il mio cuore è sul suo ramo | vorrei una notte di maggio | questa notte di maggio | sul lungosenna Voltaire | baciarti sulla bocca | e andando poi verso Notre-Dame | contempleremmo il suo rosone | e a un tratto serrandoti a me | di gioia, paura e stupore | piangere silenziosamente | e le stelle piangerebbero | mescolate alla pioggia fine. (da Finch'è ancora tempo.”Nazım Hikmet 1958), p. 78 Poesie