“I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | che tu venga all'ospedale o in prigione | nei tuoi occhi porti sempre il sole. | I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya, | sono così, le spighe, di primo mattino; | i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | quante volte hanno pianto davanti a me | son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, | nudi e immensi come gli occhi di un bimbo | ma non un giorno han perso il loro sole; | i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi | gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: | allora saprò far echeggiare il mondo | del mio amore. | I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | così sono d'autunno i castagneti di Bursa | le foglie dopo la pioggia | e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul. | I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi | verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno | che gli uomini si guarderanno l'un l'altro | fraternamente | con i tuoi occhi, amor mio, | si guarderanno con i tuoi occhi.”Nazım Hikmet
“in me il tempo rimane | come una rossa rosa odorosa | che oggi sia venerdì domani sabato | che il più di me sia passato che resti il meno | me ne infischio. (da C'è un albero dentro di me.”Nazım Hikmet 1960), p. 110 Poesie
“Siamo in gara con noi stessi, o mia rosa, | o noi porteremo la vita | sulle stelle morte | o la morte | calerà sul nostro mondo. (da Strontium 90.”Nazım Hikmet 1958), p. 83 Poesie
“Al mare, alla sabbia, al sole, alla mela, alle stelle | io mi abituo, o mia rosa, | mi abituo profondamente. | Confuso col mare e la sabbia e il sole e la mela e le stelle | il tempo di partire è venuto. (da Quest'anno all'inizio dell'autunno nel sud.”Nazım Hikmet 1958), p. 84 Poesie