“Il calcio, come tutti gli sport in generale, è un linguaggio universale. Attraverso le sue regole comunica e ti permette di comunicare, ovunque tu vada nel mondo. È uno sport ultimamente rovinato un po' troppo dal denaro ma dove è sempre possibile che nasca la squadra "povera" che mette in preoccupazione tutti gli altri , il che lo rende meraviglioso. Andrebbe salvaguardato e non consegnato a capitali e alle televisioni, ma è chiaro che questo è un discorso molto difficile da fare ormai, perché ci sono i bilanci. E allora bisogna trovare un compromesso, perché non perda quella dimensione sociale ed emotiva che lo caratterizza.”Paolo Sollier
“Il ricordo più bello [legato al calcio] risale [a] quando abbiamo vinto il campionato di Serie B col Perugia. Avevamo bisogno di fare un punto alla penultima giornata a Pescara, io ho avuto la fortuna di fare il gol dell'uno a uno. Il merito in realtà è stato tutto di Frosio che ha dribblato tutto il Pescara, io ero lì perché avevo seguito l'azione.”Paolo Sollier
“Da ragazzo ero juventino ma una volta diventato professionista mi sono allontanato dal tifo, dopodiché sono stato ferocemente critico, sia perché avevo altre posizioni sociali e politiche rispetto al mondo bianconero, sia perché una volta diventato giocatore avversario era normale che trovassi la squadra più forte anche la più antipatica. Ma proprio per l'insieme di questi due fattori dico sempre che con me la Juventus è riuscita a fare un miracolo: sia che perda, sia che vinca, io sono contento.”Paolo Sollier
“Rispetto ai tempi in cui ho cominciato da ragazzino, in cui dovevamo fare le cose per conto nostro, decidendo il posto e le regole, oggi quello spazio è sostituito dalle scuole calcio, si gioca di meno liberamente con gli amici, questo può essere un limite alla fantasia […] I ragazzi che giocano per strada con gli amici hanno qualcosa di più poetico della scuole calcio, che vedo un po' più fredde, e che sono un importante passaggio tecnico. Purtroppo solo tecnico e non emozionale.”Paolo Sollier