“Oggi l'imperativo è vincere a tutti i costi. Quand'ero ragazzo il mio allenatore mi diceva "devi giocare bene, devi conoscere il tuo limite e cercare di superarlo mettendoci tutto quello che puoi", ma se tu perdi non è che sei un cretino, sei uno che ha fatto il possibile. Oggi invece se perdi sembra che tu sia un cretino…”Paolo Sollier
“Rispetto ai tempi in cui ho cominciato da ragazzino, in cui dovevamo fare le cose per conto nostro, decidendo il posto e le regole, oggi quello spazio è sostituito dalle scuole calcio, si gioca di meno liberamente con gli amici, questo può essere un limite alla fantasia […] I ragazzi che giocano per strada con gli amici hanno qualcosa di più poetico della scuole calcio, che vedo un po' più fredde, e che sono un importante passaggio tecnico. Purtroppo solo tecnico e non emozionale.”Paolo Sollier
“Le squadre 30–40 anni fa erano lunghissime, tra i giocatori c'erano spazi enormi, oggi sono corte, oggi vedi che un calciatore molto tecnico che fa una giocata ha molta meno libertà, deve pensare a saltare l'avversario e ce n'è un altro spesso che sta intervenendo a raddoppiare. Oggi il campione — è normale — deve essere più muscolare, ma di conseguenza la tecnica deve essere superiore, perché deve seguire il passo della velocità. Non c'è dubbio quindi che i giocatori di oggi siano più forti di quelli del passato, perché fanno quelle determinate cose a quella velocità con ritmo molto più sostenuto e all'interno di tattiche molto più evolute.”Paolo Sollier