Frasi di Pietro Mascagni

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Pietro Mascagni

Data di nascita: 7. Dicembre 1863
Data di morte: 2. Agosto 1945

Pietro Antonio Stefano Mascagni è stato un compositore e direttore d'orchestra italiano.

Mascagni visse a cavallo tra Ottocento e Novecento, occupando un posto di rilievo nel panorama musicale dell'epoca, soprattutto grazie al successo immediato e popolare ottenuto nel 1890 con la sua prima opera, Cavalleria rusticana. Cavalleria fu la prima di altre 15 opere per cui Mascagni ebbe una popolarità mondiale, insieme a pochi altri compositori. Tuttavia, soprattutto al giorno d'oggi, solo alcune di esse sono entrate stabilmente in repertorio, come ad esempio l'Iris, che toccò la ragguardevole cifra di 800 produzioni.

Mascagni, inoltre, scrisse un'operetta, Si, musica vocale, strumentale, nonché canzoni, romanze e composizioni per pianoforte. Compose anche musica sacra , e fu il primo compositore italiano a scrivere per il cinema muto . Da ultimo, non va dimenticato l'interessante esperimento di "The Eternal City", sorta di suite sinfonica, basata sulle musiche di scena del dramma omonimo, sulla scia degli analoghi lavori di Luigi Mancinelli .


„Io, come ti scrissi ieri, non ero punto convinto di quelle tre films, eccettuata la Rapsodia satanica che ha delle buone scene che si prestano a fare della buona musica. Stanotte, ripensandoci bene, ho stimato opportuno di non mettermi in urto con la Cines [... ] ho risposto le prime due films (La canzone di Werner e la Rivolta del Tirolo) le scarto assolutamente mentre accetterei l'altra (Rapsoda satanica) a patto di certe condizioni speciali, fra le quali l'obbligo della Cines di rifare tutta la terza parte della cinematografia che è una cosa stupida, inefficace, insulsa. (lettera alla moglie del 29 aprile 1914).“

„Il Fassini è estremamente contrariato dall'impegno che mi ha fatto assumere Renzo di dare a lui la proprietà della musica: egli mi ha detto che proprio in questi giorni la Cines ha deciso di impiantare una Casa editrice in piena regola, ed avrebbe desiderio di avere me come unico Maestro. (lettera alla moglie del 7 febbraio 1914).“


„E dire che qua a Cerignola vanno matti per sentirmi suonare e non sanno che se avessi io il mio pianoforte e studiassi, suonerei cento volte meglio d'adesso. Qua non ci sono magazzini da prendere a nolo strumenti; bisognerebbe comprarlo a Napoli o a Bari. (dalla lettera alla zia, Cerignola 19 gennaio 1889).“

„Io sono mezzo matto dalla consolazione di avere un pianoforte e spero che Iddio mi darà fortuna e farà riuscire bene la mia opera, che mi arrecherà gloria e ricchezza. (da una lettera alla zia, Cerignola 1 febbraio 1889).“

„Il Garibaldi con Enrico Ferri? È ancora da combinare definitivamente. Ma credo che si farà. Aspetto che ritorni il mio editore [Renzo Sanzogno]. In caso, il Garibaldi [il film] potrebbe essere pronto per la fine dell'anno: Ferri ha chiesto due mesi di tempo per la creazione della musica.“

„Stamattina sono stato anche alla Cines per leggere un brano del Garibaldi mandato da Ferri. Però Fassini ha convinto Ferri che bisogna fare scrivere il Poema da un poeta. Ed il poeta sarà Salvatori. Stamattina abbiamo anche fatto le prove per il trucco di Garibaldi: abbiamo scelto un ottimo artista e lo abbiamo fatto truccare e vestire completamente da Garibaldi. La figura è perfetta ed il trucco è ottimo. C'è una differenza nel naso che bisogna correggere con del mastice; e c'è una differenza negli occhi: questo artista ha gli occhi grandi, mentre Garibaldi li ha piccoli ed infossati. Bisogna studiare e provare molto prima di prendere una decisione defintiva. (lettera alla moglie del 23 maggio 1914).“

„Ieri mi fecero vedere una film intitolata: La canzone di Werner. Ma è stupidaggine assoluta. Oggi me ne hanno [fatto] vedere due: si tratta sempre di pellicole assolutamente nuove che sono appena in prova. Quelle due di oggi mi sono piaciute anche meno di quelle di ieri. Una è una cosa balorda intitolata: La rivolta del Tirolo, l'altra avrebbe qualche elemento buono, ma l'ultima parte (e specialmente la fine) è insulsa e stupidamente vacua. È intitolata Rapsodia satanica. Siamo sempre nel campo dei drammi a intreccio, che per la musica non si prestano. Se io accettassi quest'ultimo soggetto, si farebbe subito il contratto: ma io non ho il coraggio di accettarlo, perché mi pare di scendere troppo in basso con un simile lavoro. (lettera alla moglie del 27 aprile 1914).“

„[Rapsodia satanica] che per forza debbo comporre con la proiezione davanti agli occhi. (lettera alla moglie dell'11 giugno 1914).“

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