Frasi di Roberto Ardigò

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Roberto Ardigò

Data di nascita: 28. Gennaio 1828
Data di morte: 15. Settembre 1920

Roberto Ardigò è stato uno psicologo, filosofo e pedagogista italiano.

Fu il massimo esponente del positivismo italiano. Considerato come il più sistematico dei positivisti italiani, riprese nelle sue opere, almeno in parte, le idee di Auguste Comte e costruì un sistema che corrispondeva alle idee del positivismo europeo, senza però - secondo i critici - suffragarle con autentica cultura scientifica. Inizialmente sacerdote e teologo cattolico, si allontanò dalla religione e abbandonò l'abito talare, divenendo ateo e positivista, e subendo la scomunica. Insegnante di storia della filosofia per 28 anni all'Università di Padova, contribuì anche alla diffusione dell'evoluzionismo di Darwin nella scuola italiana , alla nascente psicologia moderna e alla nuova pedagogia. Morì suicida all'età di 92 anni, dopo un lungo periodo di declino fisico.



„Nulla è ancora l'indipendenza dallo straniero, la libertà e l'uguaglianza di ogni cittadino nel proprio paese, l'impero incontrastato della ragione sulle coscienze, se ad ogni onesto non è assicurato il pane quotidiano, nella giusta ragione di un lavoro né ignobile né eccessivo, che non gli sia dato per elemosina, ma per diritto di essere un uomo.“

„Lavoreremo finché avremo fiato. Anche a morir di fame. Anche se tutti sono contro di noi. E faremo vedere a quella gente grassa, che dice sé morale e tutti gli altri immorali, che possano i repubblicani positivisti.“

„Sono diventato positivista a poco a poco quasi a mia insaputa, e anzi mio malgrado.“