“La terra vibrò, un'esplosione più forte delle altre polverizzò il palazzo, e la nube di polvere e macerie ingoiò tutto. Le fiamme e i gas divorarono Banessa e da lì si diffusero in tutto il paese. Chi aspettava urla, rabbia, spavento, apocalisse, fu deluso. Come succede talvolta agli uomini, il paese morì con rassegnazione. Alcuni, tra le fiamme, guardavano un televisore ormai muto e grigio. Altri, che si ritenevano innocenti, e forse lo erano, trovarono grande l'ingiustizia, ma era troppo tardi. Altri ancora pensarono alle vicende che avevano preceduto quel giorno fatale e dissero: come abbiamo potuto permettere tutto questo? E imploravano di avere un giorno per rimediare, un altro giorno soltanto!Ma la mattina dopo di quel paese non era rimasta alcuna traccia, e gli altri paesi avevano altro a cui pensare. Sui confini crebbe altissima l'erba e nessuno vi entrò più.Così tutto fu bene ciò che finì bene e basta.”Stefano Benni libro La Compagnia dei CelestiniLa Compagnia dei Celestini
“… noi arabi inventammo questi numeri: il sistema decimale. Ma la nostra più grande invenzione fu Syfr, Syfr, che divenne Zephirus e poi zero. noi inventammo il numero che indica il vuoto, il nulla. Un numero pauroso nel cui segno circolare ci si può smarrire.Ebbene tu conosci lo zero, esso è il numero delle grandi cifre; aggiunto in lunga fila dietro un semplice numero, lo trasforma in un mostro: un miliardo, un miliardo di miliardi. […]Lo zero spalancò anche un'altra via: se lo zero si fa seguire da una virgola e poi da altri numeri, ebbene non ci sarà nessuno numeroper grande e mostruoso che sia, che potrà uscire dal suo orizzionte. […]E bada! Dopo lo zero, e la virgola, possono seguire molti altri zeri. Ma se alla fine ci sarà un numero, esso esisterà.”Stefano Benni Terra!
“E tutti insieme, pur nella diversità delle ideologie, avrebbero sfilato nella comune gloria dei riflettori, poiché ciò che la politica divide il partito unico dei vip riunisce, e non già di idee si sarebbe parlato, ma di look e toilette, almeno per quella sera, l'ultima sera di tregua. Poiché l'indomani ai presidenti sarebbe stato concesso sparare ed eliminarsi l'un l'altro, e solo il più potente e fortunato alla fine governato, poiché questa era l'unica democrazia possibile sotto il cielo di Tristalia ove era avvenuta una grande battaglia di idee al termine della quale non c'erano stati né vincitori, né vinti, né idee.”Stefano Benni