“Ma, soprattutto, piangevo perchè, all'improvviso, mi ero reso conto che ero proprio io quello in piedi, nel tunnel, con il vento che gli sferzava il viso. Non m'interessava vedere il centro della città. Non ci pensavo nemmeno. Perché ero in piedi, nel tunnel. Ed ero presente, davvero. E questo è bastato a farmi provare quella sensazione di infinito.”Stephen Chbosky libro Ragazzo da pareteThe Perks of Being a Wallflower
“C'è qualcosa, in quel tunnel che porta in città. Di notte è stupendo. Semplicemente glorioso. Ti avvicini a un fianco della montagna, e fuori è buio, e la radio è a palla. Quando lo imbocchi, il vento viene risucchiato, e devi socchiudere gli occhi per le luci del soffitto. Quando inizi a farci l'abitudine, riesi a vedere l'uscita dalla parte opposta, in lontananza; e le note della radio si affievoliscono fino a svanire, perchè le onde non arrivano. Poi, quando sei al centro della galleria, la realtà intorno a te diventa un sogno tranquillo. L'uscita si avvicina, e tu hai l'impressione di non riuscire ad accelerare abbastanza. E alla fine, proprio quando inizi a pensare che non la raggiungerai mai, la vedi esattamente lì, di fronte a te. E la musica della radio torna, e hai l'impressione che sia addirittura più alta di prima. E il vento è lì, che aspetta. E tu voli fuori dal tunnel, dritto sul ponte. Ed eccola. La città. Un milione di luci e di edifici, ed è tutto così eccitante che ti sembra di vederlo per la prima volta. È davvero un'entrata grandiosa.”Stephen Chbosky libro Ragazzo da pareteThe Perks of Being a Wallflower
“E per la prima volta nella vita, credo, mi sono sentito ok. Hai presente? Quella piacevole sensazione che provi quando ti guardi allo specchio, e i capelli ti stanno a posto per la prima volta da quando sei venuto al mondo. Io penso che non dovremmo dare troppa importanza al peso, ai muscoli e ai capelli in ordine… quando capita, però, ti senti bene. Proprio bene.”Stephen Chbosky