Frasi da libroSonetti romaneschi
I Sonetti romaneschi sono una raccolta di sonetti scritti in dialetto romanesco da Giuseppe Gioachino Belli durante il XIX secolo. Si tratta della produzione più corposa di poesie durante l'Ottocento: consta di ben 2279 sonetti, un compendio delle contraddizioni della plebe romana, i cui personaggi sono di volta in volta strumenti e bersagli della satira; tipi umani, psicologici e sociali - che oscillano in un registro che va dal comico all'ironico al grave - ben rappresentano la diversità di un microcosmo unico, ma anche esprimono opinioni individuali, di gruppo o corali.
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da L'inferno, sonetto 837 del 29 gennaio 1833
Sonetti romaneschi
“L'innoscenza | cominciò ccor primm'omo, e llí arimase.”
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
A li zzelanti, 960, Roma, 13 maggio 1833
Sonetti romaneschi
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da Er mercato de piazza Navona, 1121 del 20 marzo 1834
Sonetti romaneschi
“Doppo ch'Adamo cominciò co Eva | tutte le donne se so' fatte fotte.”
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da Chi risica rosica
Sonetti romaneschi, Senza numero
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da Er padre de li Santi
Sonetti romaneschi, Senza numero
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da L'amore de li morti
Sonetti romaneschi, Senza numero
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da Er merito, in I Sonetti Romaneschi pubbl. dal nipote Giacomo, a cura di L. Morandi, Città di Castello, 1887, vol. V, p. 13
Sonetti romaneschi, Senza numero
Giuseppe Gioachino Belli libro Sonetti romaneschi
da Pio Ottavo, 1° aprile 1829
Sonetti romaneschi, Senza numero