Frasi di Giosue Carducci

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Giosue Carducci

Data di nascita: 27. Luglio 1835
Data di morte: 16. Febbraio 1907

Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci è stato un poeta e scrittore italiano.

Fu il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1906.

Frasi Giosue Carducci


„Gitta i tuoi vincoli, | uman pensiero, | e splendi e folgora | di fiamme cinto; | materia, inalzati: | Satana ha vinto.“ vv. 163-168

„[Da Perugia] E il sol nel radiante azzurro immenso | Fin de gli Abruzzi al biancheggiar lontano | Folgora, e con desio d'amor più intenso | Ride a' monti de l'Umbria e al verde piano.“ da Il canto dell'amore


„Il divino del pian silenzio verde.“ da Il bove, IX

„Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante: | accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce.“ da Roma

„Celeste paölotta“ da Classicismo e Romanticismo, LXIX

„[Sullo Zibaldone] È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustra con se stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente.“ dalla prefazione ai Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura

„De l'ombroso pelasgo Èrice in vetta | eterna ride ivi Afrodite e impera, | e freme tutt' amor la benedetta | da lei costiera.“ LXIII: Primavere elleniche II

„L'arte, come la concepisco e come non arrivo a farla io, è cosa altamente e perfettamente [... ] aristocratica.“ da Schermaglie di letteratura


„Oh qual caduta di foglie, gelida, | continua, muta, greve, su l'anima! | io credo che solo, che eterno, | che per tutto nel mondo è novembre.“ da Alla stazione in una mattina d'autunno

„È pure un vil facchinaggio quello di dovere o volere andar d'accordo co' molti!“ da Confessioni e battaglie

„I cipressi che a Bólgheri alti e schietti | van da San Guido in duplice filar, | quasi in corsa giganti giovinetti | mi balzarono incontro e mi guardâr.“ da Davanti san Guido, libro V, LXXII

„Al giudizio dei nemici vuolsi avere sempre la debita osservanza.“ libro Ceneri e faville


„Muor Giove, e l'inno del poeta resta.“ libro Rime nuove

„Fuga di tempi e barbari silenzi vince e dal flutto de le cose emerge sola, di luce a' secoli affluenti faro, l'idea.“ libro Rime e ritmi

„Pastonchi? mai letto tanti brutti versi.“ citato in Bonaventura Caloro, È lo stato che crea la nazione, La Fiera Letteraria, aprile 1973

„Quale una incinta, su cui scende languida | Languida l'ombra del sopore e l'occupa, | Disciolta giace e palpita su 'l talamo, | Sospiri al labbro e rotti accenti vengono | e súbiti rossor la faccia corrono || […. ] Chinatevi al lavoro, o validi omeri; | Schiudetevi agli amori, o cuori giovani; | Impennatevi a sogni, ali dell'anime; | Irrompete alla guerra, o desii torbidi: | Ciò che fu torna e tornerà nei secoli.“ da Canto di marzo

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