Frasi sulla scienza

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema scienza, essere, uomo, vita.

Migliori frasi sulla scienza

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„La scienza non è altro che percezione.“

—  Socrate filosofo ateniese -470 - -399 a.C.

Platone, Gorgia

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„La scienza non è altro che percezione.“

—  Platone, libro Gorgia

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Gorgia

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„La [vera] Scienza nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente.“

—  Papa Giovanni Paolo II 264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 - 2005

da un messaggio alla World Federation of Scientists
Origine: Citato in Antonino Zichichi, L'irresistibile fascino del tempo, Net, 2002, p. 22. ISBN 88-515-2004-6.

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„È nel seno della Chiesa di Cristo che ha avuto origine la Scienza.“

—  Antonino Zichichi, libro Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo

Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo

„Dio ha inventato tutto, anche la scienza che lo deride.“

—  Isabella Santacroce scrittrice italiana 1970

Amorino

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„Le leggi della scienza non distinguono tra passato e futuro.“

—  Stephen Hawking matematico, fisico e cosmologo britannico 1942 - 2018

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Tutte frasi sulla scienza

Un totale di 1424 frasi scienza, il filtro:

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„C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.“

—  Stephen Hawking matematico, fisico e cosmologo britannico 1942 - 2018

Origine: Citato in Enrico Franceschini, Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo" http://www.repubblica.it/scienze/2010/09/03/news/hawking_universo-6721699/, Repubblica.it, 3 settembre 2010.

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„Apri la mente a quel ch'io ti paleso | e fermalvi entro; ché non fa scïenza, | sanza lo ritenere, avere inteso.“

—  Dante Alighieri poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 - 1321

Beatrice: V, 40-42

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„L'umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui.“

—  Fëdor Dostoevskij scrittore e filosofo russo 1821 - 1881

Origine: Citato in Benedetto XVI, Incontro con gli Artisti nella Cappella Sistina http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/november/documents/hf_ben-xvi_spe_20091121_artisti_it.html, 21 novembre 2009.

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„Esiste solo un vaccino contro la poliomielite: quello che ho preparato io. Lo dice la citazione della mia Medaglia Nazionale per la Scienza, ricevuta nel 1970: io ho creato il vaccino che ha eliminato la poliomielite come minaccia principale per la salute umana. Il resto è confusione di voi giornalisti.“

—  Albert Bruce Sabin medico e virologo polacco 1906 - 1993

Origine: Citato in Gianni Riotta, Il dottor Sabin, un benefattore senza Nobel http://web.archive.org/web/20090310140917/http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/04/dottor_Sabin_benefattore_senza_Nobel_co_0_9303049463.shtml, Corriere della Sera, 4 marzo 1993, p. 33.

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„La scienza […] è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità.“

—  Jules Verne scrittore francese 1828 - 1905

Viaggio al centro della terra

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„Il filosofo non tiene affatto conto di tutto ciò che vale poco o niente e guida il suo volo dappertutto, come dice Pindaro: «Sondando gli abissi della terra, e misurandone le superfici, seguendo il cammino degli astri nelle profondità del cieli e, di ciascuna realtà, scrutando la natura nel suo dettaglio e nel suo insieme senza mai lasciarsi irretire da ciò che è immediatamente vicino»
«Che vuoi dire con questo, Socrate?»
«Voglio dir questo. Un giorno Talete osservava gli astri, Teodoro, e con lo sguardo rivolto al cielo finì per cadere in un pozzo; una sua giovane serva della Tracia, intelligente e graziosa, lo prese in giro dicendogli che con tutta la sua scienza su quel che accade nei cieli, non sapeva neppure vedere quel che aveva davanti ai piedi. La morale di questa storia può valere per tutti coloro che passano la vita a filosofare, ed effettivamente un uomo simile non conosce né vicini né lontani, non sa cosa fanno gli altri uomini o altri esseri viventi. Ma che cosa sia un uomo, in che cosa per sua natura deve distinguersi dagli altri esseri nella attività o nella passività che gli è propria, ecco, di questo il filosofo si occupa a questa ricerca consacra le sue pene. Immagino che tu mi segua, Teodoro, o mi sbaglio?»
«Ti seguo e quel che dici è la verità»
«È questo dunque, mio buon amico, nei rapporti privati il nostro filosofo; ed è così anche nella vita pubblica, come ti dicevo all'inizio. Quando nei tribunali o altrove bisogna che, contro la sua volontà, tratti di cose che sono davanti a lui, sotto i suoi occhi, finisce non soltanto per far ridere la donne di Tracia, ma cade effettivamente nei pozzi, non esce dalle difficoltà della vita per mancanza di esperienza e la sua terribile goffaggine gli fa fare la figura dello stupido. Infatti, se è costretto a subire le cattiverie della gente, non sa lanciare a nessuno degli insulti perché non sa nulla dei mali di ciascuno: non se ne è mai occupato. Messo così in difficoltà, appare ridicolo. Di fronte agli elogi, all'arroganza di cui altri si gloriano, non fa affatto finta di ridere, ma ride davvero, e in modo così aperto da essere scambiato per uno stupido.»“

—  Platone, libro Teeteto

Teeteto

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„Ogni essere vivente […] porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi, dominare sugli altri. Tutti gli animali delimitano un proprio territorio e lottano per espanderlo e impedire agli estranei di entrarvi. Tutti i maschi cercano di accoppiarsi con tutte le femmine più belle e le femmine con i maschi più forti o più vistosi. Tutti inoltre lottano per affermare e vedere riconosciuta la propria superiorità, il proprio rango. Nietzsche, che per primo ha capito questa tendenza universale, l'ha chiamata "volontà di potenza". […] Ciò che invece continua a contare, e sempre di più, è la volontà di potenza in se stessa, purché intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri. E questo in tutti i campi, nella scienza, nella musica, nel cinema, negli affari, nella politica. Dovunque il fattore decisivo resta questo slancio interiore che si presenta come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire. Lo si vede già nei bambini, negli adolescenti destinati al successo. Qualche volta si presenta come capacità specifica, come nei geni matematici o musicali precoci, ma spesso assume solo l'aspetto di una inquietudine evasiva, conturbante. Lo si vede negli uomini e nelle donne che riusciranno, che hanno tutti, indistintamente, una grande fede in se stessi, una caparbia volontà di realizzare la propria meta da cui nessuno riesce a distoglierli. Per cui cadono e si rialzano. E gli altri percepiscono la loro superiorità. Spesso li invidiano, li temono, cercano di fermarli, ma inutilmente.“

—  Francesco Alberoni sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929

da Leoni o volpi, in comune abbiamo la volontà di potenza, Corriere della sera, 5 luglio 2004

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„Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi […].“

—  Umberto Veronesi medico, oncologo e politico italiano 1925 - 2016

Origine: Dall' intervista http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/02/04/umberto_veronesi_scienza_fede_10.html a SKY TG24 del 4 febbraio 2010.

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„1. Abolizione della proprietà privata della terra, delle materie prime e degli strumenti di lavoro, perché nessuno abbia il mezzo di vivere sfruttando il lavoro altrui, e tutti, avendo garantiti i mezzi per produrre e vivere, siano veramente indipendenti e possano associarsi agli altri liberamente; per l'interesse comune e conformemente alle proprie simpatie.
2. Abolizione dei Governo e di ogni potere che faccia la legge e la imponga agli altri: quindi abolizione di monarchie, repubbliche, parlamenti, eserciti, polizie, magistratura, ed ogni qualsiasi istituzione dotata di mezzi coercitivi.
3. Organizzazione della vita sociale per opera di libere associazioni e federazioni di produttori e consumatori, fatte e modificate secondo la volontà dei componenti, guidati dalla scienza e dall'esperienza e liberi da ogni imposizione che non derivi dalle necessità naturali, a cui ognuno, vinto dal sentimento stesso della necessità ineluttabile, volontariamente si sottomette.
4. Garantiti i mezzi di vita, di sviluppo, di benessere ai fanciulli ed a tutti coloro che sono impotenti a provvedere a loro stessi.
5. Guerra alle religioni ed a tutte le menzogne, anche se si nascondono sotto il manto della scienza. Istruzione scientifica per tutti e fino ai suoi gradi più elevati.
6. Guerra alle rivalità ed ai pregiudizi patriottici. Abolizione delle frontiere: fratellanza fra tutti i popoli.
7. Ricostruzione della famiglia in quel modo che risulterà dalla pratica dell'amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.“

—  Errico Malatesta anarchico e scrittore italiano 1853 - 1932

L'Anarchia

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„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l'errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da una parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economia non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia.“

—  Georges Bataille scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 - 1962

Origine: Da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79.

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„La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere.“

—  Max Planck fisico tedesco 1858 - 1947

Origine: Citato in K. Wilber, Quantum questions. Mystical Writings of the World's Great Physicists, New Science Library 1985, p. 153.

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„Nel modo più inatteso, è proprio il dialogo con la scienza ciò che rende nuovamente attuale il pensiero mitico.“

—  Claude Lévi-Strauss antropologo e etnologo francese 1908 - 2009

Origine: Da Razza e storia e altri studi di antropologia.

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Citát „Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.“
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„Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.“

—  Ippocrate di Coo filosofo, medico -460 - -370 a.C.

Origine: Citato in Simon Singh, Edzard Ernst, Aghi, pozioni e massaggi, Rizzoli, 2008.

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„La scienza non è un'illusione. Sarebbe invece un'illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci.“

—  Sigmund Freud neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi 1856 - 1939

Origine: Citato in Piergiorgio Odifreddi, Il Vangelo secondo la Scienza. Le religioni alla prova del nove, Einaudi, 2008.

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„Dubitare di tutto, o credere a tutto, sono due soluzioni altrettanto comode, che ci dispensano entrambe dal riflettere.“

—  Henri Poincaré matematico, fisico e filosofo francese 1854 - 1912

Origine: La scienza e l'ipotesi, p. 10

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„Se la Chiesa è stata, a volte, contro la scienza, la causa risiede nella cattiva lettura che ha fatto della Bibbia.“

—  Jean Guitton filosofo e scrittore francese 1901 - 1999

Quello che credeva al cielo e quello che non ci credeva

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„Ho imparato una cosa nella mia lunga vita, e cioè che rispetto alla realtà tutta la nostra scienza è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo.“

—  Albert Einstein scienziato tedesco 1879 - 1955

Origine: Citato in Banesh Hoffmann, Albert Einstein: Creator and Rebel, Viking, New York, 1972, p. V.
Origine: Pensieri di un uomo curioso, p. 136

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„La sensazione estetica può diventare una scienza e l'originalità essere coltivata come una disciplina.“

—  Fernando Pessoa poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 - 1935

libro Il poeta è un fingitore

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„Si rinunci per moda, per smania di novità, per affettazione di scienza, si rinneghi l'arte nostra, il nostro istinto, quel nostro fare sicuro spontaneo naturale sensibile abbagliante di luce, è assurdo e stupido.“

—  Giuseppe Verdi compositore italiano autore di melodrammi 1813 - 1901

Origine: Da una lettera a Clara Maffei, [20] aprile 1878 citato in Franz Werfel, Verdi. L'uomo nelle sue lettere, Lit Edizioni, 2014, p. 253 https://books.google.it/books?id=8hMwBQAAQBAJ&pg=PT253. ISBN 8868267217

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„Questo è il programma della magia di Giordano Bruno per il quale "non essendoci nell'universo parte più importante dell'altra" non è concesso all'uomo quel primato, prima biblico e poi cartesiano, che lo prevede "possessore e dominatore del mondo", ma semplice "cooperatore dell'operante natura (operanti naturae homines cooperatores esse possint)". Questa differenza è decisiva perché smaschera quella sotterranea parentela che, al di là delle dispute, lega la tradizione cristiana all'agnosticismo scientifico. L'una e l'altro infatti condividono la persuasione che l'uomo, disponendo dell'anima come vuole la religione o della facoltà razionale come vuole la scienza, è, tra gli enti di natura, l'ente privilegiato che può sottomettere a sé tutte le cose. A questa enfatizzazione cartesiana del soggetto (Ego cogito) preparata dalla tradizione giudaico-cristiana (per la quale l'uomo è immagine di Dio e quindi nel diritto di dominare su tutte le cose), Giordano Bruno contrappone un percorso radicalmente diverso da quello che caratterizzerà per secoli il pensiero europeo. Non il primato dell'uomo, ma il primato degli equilibri sempre instabili e sempre da ricostruire tra soggetto e oggetto, tra uomo e natura. La magia, che non è potere sulla natura, ma scoperta dai vincoli con cui tutte le cose si incatenano, secondo il modello eracliteo dell'"invisibile armonia", è la proposta filosofica di Bruno, antitetica sia alla scienza matematica che si alimenta della progettualità umana, sia alla religione che, se da un lato subordina l'uomo a Dio, non esita a considerarlo, fin dal giorno della sua cacciata dal paradiso terrestre, dominatore di tutte le cose.“

—  Giordano Bruno filosofo e scrittore italiano 1548 - 1600

Umberto Galimberti
la Repubblica

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„Il cervello dello stolto digerisce la filosofia trasformandola in follìa, la scienza in superstizione, l'arte in pedanteria. È da questo che nasce l'istruzione universitaria.“

—  George Bernard Shaw scrittore, drammaturgo e aforista irlandese 1856 - 1950

A fool's brain digests philosophy into folly, science into superstition, and art into pedantry. Hence University education.
Origine: Maxims for Revolutionists, in Man and Superman (1905), 230.

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„La maggior parte della scienza umana è una costruzione basata sull'immaginazione.“

—  Helen Keller scrittrice, attivista e insegnante statunitense 1880 - 1968

The Five-sensed World (1910)

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„La scienza, che cominciò come ricerca della verità, sta divenendo incompatibile con la veridicità, poiché la completa veridicità tende sempre più al completo scetticismo scientifico. Quando la scienza è considerata contemplativamente, non praticamente, ci si accorge che ciò che crediamo lo crediamo per la nostra fede animale, e che alla scienza dobbiamo solo i nostri disinganni. Quando, d'altro canto, la scienza si considera come una tecnica per la trasformazione di noi stessi e di quanto ci sta attorno, vediamo che ci dà un potere del tutto indipendente dalla sua validità metafisica. Ma noi possiamo solo usare questa potenza, cessando di rivolgerci delle domande metafisiche sulla natura della realtà. Eppure queste domande sono la testimonianza dell'atteggiamento di amore verso il mondo. Così, solo in quanto noi rinunciamo al mondo come amanti, possiamo conquistarlo da tecnici. Ma questa divisione dell'anima è fatale a ciò che vi è di meglio nell'uomo. Non appena si comprende l'insuccesso della scienza considerata come metafisica, il potere conferito dalla scienza come tecnica si otterrà solo da qualcosa di analogo alla adorazione di Satana, cioè, dalla rinuncia dell'amore… La sfera dei valori sta al di fuori della scienza, salvo nel tratto in cui la scienza consiste della ricerca del sapere. La scienza, come ricerca del potere, non deve ostacolare la sfera dei valori, e la tecnica scientifica, se vuole arricchire la vita umana, non deve superare i fini a cui dovrebbe servire.“

—  Bertrand Russell filosofo, logico e matematico gallese 1872 - 1970

cap. XVII, 1931
La visione scientifica del mondo

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„Se l'educazione non è restituita ai sacerdoti e se la scienza non è collocata ovunque al secondo posto, i mali che ci attendono sono incalcolabili; saremo abbrutiti dalla scienza, ed è l'estremo grado dell'abbrutimento.“

—  Joseph De Maistre filosofo, politico e diplomatico italiano 1753 - 1821

Saggio sul principio generatore delle costituzioni e delle altre istituzioni umane

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„Avete ragione di parlare di "inferno", giacché da quando vi ho lasciato, vivo in una specie di inferno intellettuale, ossia in un paese ove l'intelligenza e la scienza sono reputate cose infernali da chi ha la bontà di governarci.“

—  Camillo Benso Cavour politico e patriota italiano 1810 - 1861

da una lettera a De La Rive
Origine: Citato in Italo de Feo, Cavour: l'uomo e l'opera, A. Mondadori, 1969.

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„Nel linguaggio moderno, il tema delle Upanishad è trovare un'unità ultima delle cose. La conoscenza non è altro che trovare l'unità in mezzo alla diversità. Ogni scienza è basata su questo; tutta la conoscenza umana è basata sul trovare l'unità in mezzo alla diversità.“

—  Vivekananda mistico indiano 1863 - 1902

citato in Swami Vivekananda - Gita & Upanishad http://www.ramakrishna-math.org/index.php?option=com_content&view=article&id=52:gita-a-upanishad&catid=34:swami-vivekananda&Itemid=73

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„[Riferito agli scritti di Simone Weil sulla scienza] Si legge, trovo, con una sorta di avido piacere, quasi saltando allegramente di frase in frase – come un uomo che salti da una lastra all'altra sopra un fiume ghiacciato che scorre lentamente.“

—  Malcolm Muggeridge giornalista e scrittore britannico 1903 - 1990

Origine: Da Agonies and Ecstasies, The Observer, 22 settembre 1968, p. 31; citato in Thomas R. Nevin, Simone Weil: Ritratto di un'ebrea che si volle esiliare, traduzione di Giulia Boringhieri, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, p. 465. ISBN 88-339-1056-3

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„La scienza è un'equazione differenziale. La religione è una condizione al contorno.“

—  Alan Turing matematico, logico e crittografo britannico 1912 - 1954

Attribuite
Origine: Citato in J. D. Barrow, Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima.

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