Frasi su fiori

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema fiori, vita, essere, due-giorni.

Migliori frasi su fiori

Questa traduzione è in attesa di revisione. È corretto?
Oscar Wilde photo
Matsuo Bashō photo

„[Haiku] Si spegne l'eco della campana | persiste il profumo dei fiori: | è sera!“

—  Matsuo Bashō poeta giapponese 1644 - 1694

Origine: In Haiku antichi e moderni, parte prima a cura di Mario Scalise e Atsuko Mizuguchi Folchi Vici, parte seconda a cura di Carla Vasio, traduzione dal giapponese di Araki Tadao e Ettore Corò, versione italiana di Carla Vasio, Garzanti Vallardi, 1996, parte prima, p. 41. ISBN 8811904633

Kobayashi Issa photo

„[Haiku] Fiori di pruno: | è un'estasi | la mia primavera“

—  Kobayashi Issa poeta e pittore giapponese 1763 - 1828

citato in 106 haiku, p. 97

Andrea G. Pinketts photo

„Nei cimiteri, per quanti fiori ci siano, non è mai primavera.“

—  Andrea G. Pinketts, libro Il vizio dell'agnello

Il vizio dell'agnello

Michele Marzulli photo

„Non fiori e rampicanti | ho sopra ai miei balconi, | né sguardi di passanti.“

—  Michele Marzulli poeta, pittore e scrittore italiano 1908 - 1991

da Piccolo mondo, vv. 1-3, p. 56
C'è sempre un po' di buio

Questa traduzione è in attesa di revisione. È corretto?
Claude Monet photo
Aldo Capitini photo

„E non coglierai i fiori. Solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo.“

—  Aldo Capitini filosofo, politico e antifascista italiano 1899 - 1968

Origine: Da Scritti filosofici e religiosi, a cura di Mario Martini, Fondazione Centro studi Aldo Capitini, 1998.

Mario Rapisardi photo

„Senza pianto una zolla e senza fiori | Terrà chi invan sfidò numi e tiranni.“

—  Mario Rapisardi poeta italiano 1844 - 1912

citato in Commentario Rapisardiano
Citazioni tratte da poesie

Tutte frasi su fiori

Un totale di 556 frasi fiori, il filtro:

Guido Gozzano photo
Vasco Rossi photo
Susanna Tamaro photo
Ibn Hamdis photo

„Guarda la bellezza della luna nuova che spunta | e squarcia con il suo lume le tenebre || Sembra una falce tutta d'oro che miete il narciso | tra i fiori dei giardini.“

—  Ibn Hamdis poeta arabo-siciliano, massimo esponente della poesia araba di Sicilia a cavallo tra l'XI e il XII secolo 1056 - 1133

La falce lunare
Antologia poetica

Francesco De Gregori photo
Rudolf Steiner photo
John Fante photo
Emily Dickinson photo
Pietro Paolo Parzanese photo
Saffo photo

„Ho una bella bambina, che assomiglia a fiori d'oro, | Cleis amatissima, | non la cambierei con la Lidia intera, né con l'amata.“

—  Saffo poetessa greca antica -630 - -570 a.C.

2010, [fr. 132, Numerazione LP. Vedi discussione voce.]
Frammenti

Sophie Scholl photo
Dante Alighieri photo

„Vedi l'erbette, i fiori e li arbuscelli
che qui la terra sol da sé produce.“

—  Dante Alighieri, libro Purgatorio

The Divine Comedy (c. 1308–1321), Purgatorio

Dino Buzzati photo
Cassandra Clare photo
Dargen D'Amico photo

„Nonostante Malpensa sia in campagna, non c'è nessuno che venda un mazzo di fiori.“

—  Dargen D'Amico rapper e cantautore italiano 1980

da Malpensandoti, n. 4
D' Parte Prima

Aśvaghoṣa photo

„La cortesia è la medicina delle donne, la cortesia è il massimo ornamento; bellezza senza cortesia è come un giardino senza fiori.“

—  Aśvaghoṣa monaco buddhista, poeta e filosofo indiano 80 - 150

Udāyin: dal Canto IV, § 70
Le gesta del Buddha

Antonio Machado photo
Confucio photo
Lillo Gullo photo
Oscar Wilde photo
Eihei Dōgen photo

„A scuola la signora Forbes mi disse che quando mia madre era morta era volata in cielo. Mi aveva raccontato questa cosa perché la signora Forbes è molto vecchia e crede nell’aldilà. Porta sempre i pantaloni della tuta perché sostiene che sono molto più comodi dei pantaloni normali. E ha una gamba leggermente più corta dell’altra a causa di un incidente in moto.
Quando mia madre è morta, però, non è andata in cielo perché il cielo non esiste.

Il marito della signora Peters è un prete che tutti chiamano il Reverendo Peters, e ogni tanto viene a trovarci a scuola per parlare un po’ con noi; un giorni gli chiesi dove fosse il cielo. - Non è nella nostra galassia. È un luogo a sè, - rispose.

Qualche volta il Reverendo Peters emette uno strano verso mentre pensa, una specie di ticchettio con la lingua. E fuma e si sente l’odore delle sigarette mentre tespira e a me dà fastidio.

Dissi che non c’era niente fuori dall’universo e che non poteva esistere un luogo a sè. A meno che non si attraversi un buco nero, ma un buco nero è ciò che si definisce una Singolarità, che significa che è impossibile scoprire cosa c’è dall’altra parte perché la forza di gravità di un buco nero è talmente potente che persino le onde elettromagnetiche come la luce non riescono a sfuggirle, e le onde elettromagnetiche sono il mezzo attraverso il quale riceviamo le informazioni su tutto ciò che è lontano da noi. Se il cielo si trovasse dall’altro lato di un buco nero i morti dovrebbero essere scaraventati nello spazio su dei razzi per arrivare fin lassù e così non è, altrimenti la gente se ne accorgerebbe.

Penso che le persone credano nell’aldilà perché detestano l’idea di morire, perché vogliono continuare a vivere e odiano pensare che altri loro simili possano trasferirsi in casa loro e buttare tutte le loro cose nel bidone della spazzatura.

Il Reverendo Peters spiegò: - Be’, quando dico che il cielo è fuori dall’universo è solo un modo di dire. Immagino che ciò che significa veramente è che i defunti sono con Dio.

- Ma Dio dov’è?

Allora il Reverendo Peters tagliò corto dicendo che avremmo fatto meglio a discuterne in un altro momento, quando avessimo avuto più tempo a disposizione.

Ciò che di fatto avviene quando una persona muore è che il cervello smette di funzionare e il corpo si decompone, come quando morí Coniglio e noi lo seppellimmo in fondo al giardino. E tutte le sue molecole si frantumarono in altre molecole e si sparsero nella terra e vennero mangiate dai vermi e defluirono nelle piante, e se tra 10 anni andremo a scavare nello stesso punto non troveremo altro che il suo scheletro. E tra 1000 anni anche il suo scheletro sarà scomparso. Ma va bene ugualmente perché adesso lui è parte dei fiori e del melo e del cespuglio di biancospino.

Quando una persona muore qualche volta viene messa in una bara, che significa che il suo corpo non si unirà alla terra per moltissimo tempo, finché anche il legno della bara non marcirà.

Mia madre però fu cremata. Questo vuol dire che è stata messa in una bara e bruciata e polverizzata per poi trasformarsi in cenere e fumo. Non so cosa capiti alla cenere e non potei fare domande al cimitero perché non andai al funerale. Però so che il fumo esce da lcamino e si disperde nell’aria e allora qualche volta guardo il cielo e penso che ci siano delle molecole di mia madre lassù, o nelle nuvole sopra l’Africa o l’Antartico, oppure che scendano sotto forma di pioggia nelle foreste pluviali del Brasile, o si trasformino in neve da qualche parte, nel mondo.“

—  Mark Haddon, libro Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

The Curious Incident of the Dog in the Night-Time

Friedrich Hölderlin photo
Teresa d'Ávila photo
Hermann Hesse photo
Alessandro Mannarino photo
Reinhold Messner photo
Gabriel García Márquez photo
Ho Chi Minh photo

„Pur con le gambe e i polsi | strettamente legati | ovunque sento uccelli | e il profumo dei fiori.“

—  Ho Chi Minh rivoluzionario vietnamita 1890 - 1969

La natura è bella, p. 63
Diario dal carcere

Giovanni Marradi photo
John Keats photo
Rainer Maria Rilke photo

„Bisognerebbe saper attendere, raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. Perché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si acquistano precocemente), sono esperienze. Per scrivere un verso bisogna vedere molte città, uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si aprono al mattino. Bisogna saper ripensare a itinerari in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell'infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando portavano una gioia e non la comprendevamo (era una gioia per qualcun altro), a malattie infantili che cominciavano in modo così strano con tante profonde e grevi trasformazioni, a giorni in stanze silenziose e raccolte e a mattine sul mare, al mare sopratutto, a mari, a notti di viaggio che passavano con un alto fruscio e volavano assieme alle stelle - e ancora non è sufficiente poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si rimarginano. Ma bisogna anche essere stati accanto ad agonizzanti, bisogna essere rimasti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori intermittenti. E non basta ancora avere ricordi. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza di attendere che ritornino. Perché i ricordi in sé ancora non sono. Solo quando diventano sangue in noi, sguardo e gesto, anonimi e non più distinguibili da noi stessi, soltanto allora può accadere che in un momento eccezionale si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso.“

—  Rainer Maria Rilke, libro I quaderni di Malte Laurids Brigge

The Notebooks of Malte Laurids Brigge

Karen Blixen photo

„Nella vita di Herr Cazotte trascorrere la prima notte di luglio all'aperto era una specie di rito. Ad esso fedele, anche il primo luglio di quell'anno, subito dopo che la Corte e tutti gli abitanti di Rosenbad si erano ritirati per la notte, egli uscì sotto le stelle pallide in un cielo terso, in un mondo rorido di rugiada e colmo di fragranza. A tutta prima camminò rapidamente per allontanarsi, poi rallentò il passo per guardarsi intorno. E men­tre così faceva sentì che il suo cuore traboccava di gratitudine. Si tolse il cappello. "Quale tremendo, insondabile potere di immaginazione" si disse "ha formato ognuno dei più piccoli oggetti che ho d'intorno, e li ha combinati in una possente unità! Io non sono una persona modesta, ho una notevole considerazione per i miei talenti, e oso cred­ere che avrei anche potuto immaginare l'una o l'altra delle cose che mi circondano. Avrei potuto inventare i lunghi fili d'erba, ma sarei stato capace di inventare la rugiada? Avrei potuto inventare l'oscurità, ma sarei stato capace di inventare le stelle? Di una cosa sono sicuro" disse tra sé mentre rimaneva perfettamente immobile e ascoltava "che non sarei mai stato capace d'inventare l'usignolo".
"I fiori del castagno" continuò "si tengono dritti come i ceri degli altari. I fiori del lillà sembrano erompere in tutte le direzioni dal tronco e dai rami, dando a tutto l'arbusto l'aspetto di un lussureggiante bouquet e i fiori del cìtiso si inchinano penduli come do­rati ghiaccioli estivi nell'aria di un pallido azzurro. Ma i fiori del biancospino si spandono lungo i rami come fragili strati di neve bianca e rosea. Non è possibile che una varietà così infinita sia necessaria all'economia della Natura, dev'essere per forza la manifestazione di uno spirito universale, inventivo, ottimista e giocondo all'estremo, incapace di trattenere i suoi scherzosi torrenti di felicità. E davvero, davvero: Domine, non sum dignus."“

—  Karen Blixen scrittrice e pittrice danese 1885 - 1962

Si aggirò a lungo per i boschi. "Stanotte" pensò "sto rendendo omaggio al grande dio Pan".
Ehrengard

Vladimir Vladimirovič Majakovskij photo
Li Po photo
Teresa di Lisieux photo
Geoffrey Chaucer photo
Aurelio de' Giorgi Bertola photo

„Fiori e frutti fanno la gioia di chi osserva, ma le radici profonde salvano l’albero nella tempesta.“

—  Ferruccio Parrinello

Dal libro "Ho buttato tutto ciò che potevo per fare più spazio al cuore" di Ferruccio Parrinello - Edizioni Scripsi - 2015

Greg Egan photo
Karl Marx photo
Fabio Rovazzi photo
Yosa Buson photo

„[Haiku] Cadono i fiori di ciliegio | sugli specchi d'acqua della risaia: | stelle, | al chiarore di una notte senza luna“

—  Yosa Buson poeta e pittore giapponese 1716 - 1783

Origine: In Cento haiku, scelti e tradotti da Irene Iarocci, presentazione di Andrea Zanzotto, tredici illustrazioni, Guanda, Parma, 1991, ISBN 8877462671
Origine: Per riprodurre alcuni aspetti peculiari della lingua giapponese di difficile resa in italiano, la traduttrice non si attiene in maniera univoca alla classica disposizione su tre righe. Cfr.Cento haiku, pp. 26-30.

Ernst Jünger photo
Ki no Tsurayuki photo
Franco Califano photo
Anthony de Mello photo

„Tutto ciò che è veramente vivo deve morire. Guardate i fiori, solo quelli di plastica non muoiono mai.“

—  Anthony de Mello gesuita e scrittore indiano 1931 - 1987

Un minuto di saggezza nelle grandi religioni

Victor Hugo photo
Krishna photo
Robert Schumann photo
Francesco De Gregori photo
Dionigi Tettamanzi photo
Filippo Timi photo
Emis Killa photo

„Quando morì Papa Pacelli, nel fatale 9 ottobre del 1958, lo stesso mese e anno in cui la legge Merlin chiuse i bordelli, l'archiatra pontificio Riccardo Galeazzi Lisi, novello Griso, tradì il suo padrone fotografandolo in punto di morte e consegnando l'odioso bottino ai giornali. Fu la prima pubblica dissacrazione della più sessuale intimità: l'agonia e morte di un semidio. Ebbe così inizio l'inesorabile decadenza dell'eros in occidente. I figli dei fiori e il libero amore, le comunità promiscue e fumate, il culto della perversione, la tivù scollacciata e la moda burina, hanno propiziato la catastrofe. Che per eccitarsi, con risultati deprimenti, si faccia ricorso alle cassette porno, alla pedofilia e a tutto il resto, la dice lunga ma anche brevissima, dice frigidità. Sesso in pillole, pillole del giorno dopo che dovrebbero cancellare ogni conseguenza dell'amore e invece cancellano solo l'amore e il bambino generando odio e mostri; droghe che sforzandosi di potenziare l'eros in realtà lo anestetizzano, sicché l'urlo interiore: "chi sta scopando al mio posto!?". La parola d'ordine è "non pensare!", ma senza pensiero la sessualità langue. È il pensiero di compiere qualcosa di peccaminoso, di audace, d'irreparabile, di unico ed eterno, che conferisce all'atto sessuale una gloria incancellabile nonostante tutti gli accorgimenti. Il peccato provoca, interroga, costringe a pensare, fa sudare, stringe in una morsa dolorosa; scrollarsi di dosso il peccato, per molti l'unico appiglio al simbolico, comporta svaporare nell'immaginario più sfrangiato.“

—  Umberto Silva psicoanalista e scrittore italiano 1943

Gianluca Magi photo

„La mente è un terreno fertile! Qualsiasi cosa ci pianti, cresce, sia che si tratti di fiori meravigliosi sia d'erbacce infestanti.“

—  Gianluca Magi storico delle religioni, orientalista e filosofo italiano 1970

36 stratagemmi. L'arte segreta della strategia cinese

Charlie Chaplin photo
Krishna photo

„Figli, guardate i fiori ai vostri piedi; non calpestateli. Guardate l'amore che è in mezzo a voi e non ripudiatelo.“

—  Krishna avatara del dio Visnù -763

Bharati p. 178, Tolstoj p. 195

Robert Schumann photo
Renzo Novatore photo
J. D. Salinger photo
Primo Levi photo
Ernst Jünger photo
Paolo Mantegazza photo

„Anche se siete sani e robusti, anche se l'amore vi serba ancora de' fiori, dichiaratevi vecchi a sessant'anni.“

—  Paolo Mantegazza fisiologo, antropologo e patriota italiano 1831 - 1910

Elogio della vecchiaia

Tommaso Buscetta photo
Fabrizio De André photo

„Gli arcobaleni d'altri mondi | hanno colori che non so. | Lungo i ruscelli d'altri mondi | nascono fiori che non ho.“

—  Fabrizio De André cantautore italiano 1940 - 1999

da Primo intermezzo, n.° 2

Anna Magnani photo
Leiji Matsumoto photo

„Raflesia: Quanto tempo: anno dopo anno, giorno dopo giorno, pietra dopo pietra, ho percorso tutto questo lungo cammino abbandonando il mio pianeta, un pianeta condannato alla dissoluzione, alla ricerca di una nuova patria. Una patria per me e per la mia gente. Ci dirigevamo verso la Terra, verso il nostro futuro, non per distruggere ma per costruire, per portare una nuova civiltà a un popolo imbelle e dissoluto e creare il grande regno di Mazone. Ma il viaggio interminabile e le lunghe lotte hanno fiaccato il mio popolo, scompaginato il mio esercito e distrutto i miei sogni. Non avrei mai creduto che un piccolo pirata avrebbe umiliato Raflesia! Io ti odio con tutta l'anima, Harlock! Hai distrutto il mio regno, la mia vita, l'avvenire della mia gente, tutto!
Capitan Harlock: Hai ragione, forse sono soltanto un piccolo pirata. Ma sai perché lo sono diventato? Perché ho abbandonato la mia gente, la mia casa? Perché il mondo nel quale ero cresciuto era sporcato dai vizi degli uomini, ferito dalla loro crudeltà!
Raflesia: Allora perché ti ostini tanto a proteggere quella Terra dalla quale sei fuggito disgustato e avvilito?
Capitan Harlock: Perché? Perché laggiù sbocciano i fiori. Perché la Terra è profumata. Perché la sua natura è la cosa più bella di tutto l'universo e perché gli uomini un giorno capiranno finalmente che il vero paradiso è quello. Ma soprattutto perché là vive la creatura che io amo di più.
Raflesia: Parli di quella creatura che io avevo rapito, Mayu?.
Capitan Harlock: Per quella creatura soprattutto e non permetterò mai che un invasore crudele e spietato distrugga le sue illusioni!“

—  Leiji Matsumoto fumettista e animatore giapponese 1938

Capitan Harlock serie classica Space Pirat, Episodio 41, Raflesia e Harlock: incontro ravvicinato