Frasi sul vino

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema alcol, vino, essere, vita.

Migliori frasi sul vino

Alessandro Mannarino photo

„Per una notte di vino | pagherò cento giorni d'aceto.“

—  Alessandro Mannarino cantautore italiano 1979

da L'amore nero, n. 12
Bar della rabbia

Wolfgang Amadeus Mozart photo

„Viva le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d'umanità.“

—  Wolfgang Amadeus Mozart compositore, pianista, organista e violinista austriaco 1756 - 1791

Charles Baudelaire photo
Armand-Jean du Plessis de Richelieu photo
Luis Sepúlveda photo

„A volte il vino è la manifestazione liquida del silenzio.“

—  Luis Sepúlveda scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949

La lampada di Aladino e altri racconti per vincere l'oblio, La lampada di Aladino

Ernest Hemingway photo

„Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo […].“

—  Ernest Hemingway scrittore e giornalista statunitense 1899 - 1961

1998, p. 13

Luciana Littizzetto photo

„[A Fabio Fazio] Tu sei come il vino: più invecchi più sai di tappo.“

—  Luciana Littizzetto attrice, cabarettista e doppiatrice italiana 1964

10 ottobre 2005
Che tempo che fa

Scuola Medica Salernitana photo

„Bevano il vino gli uomini, gli altri animali alle fonti.“

—  Scuola Medica Salernitana

Regimen Sanitatis Salernitanum

Tutte frasi sul vino

Un totale di 488 frasi vino, il filtro:

Emily Brontë photo
Alan Lomax photo
John Milton photo
Pacomio photo

„I nostri padri, conoscendo quanti danni provengono dal vino, se ne astennero.“

—  Pacomio monaco egiziano 292 - 348

Origine: Da Catechesi; citato in Aa. Vv., La dieta vegetariana nel Cristianesimo, Edizioni Il Sentiero, Milano, 2011, p. 49. ISBN 978-88-86604-12-3

ʿUmar Khayyām photo

„Riempi il tuo cranio di vino prima che si riempia di terra.“

—  ʿUmar Khayyām matematico, astronomo e poeta persiano 1048 - 1131

citato in Nâzim Hikmet, «Riempi il tuo cranio di vino prima che si riempia di terra», disse Khayyam, in Poesie d'amore, traduzione di Joyce Lussu, Mondadori, 2010

Origene di Alessandria photo

„Se abbiamo capito qual è l'ebbrezza dei santi, e come è promessa a loro per la loro gioia, vediamo ora come il nostro Salvatore non beve più vino fino a che non berrà con i santi vino nuovo nel regno di Dio.
Anche ora il mio Salvatore s'affligge per i miei peccati. Il mio Salvatore non può provare gioia perché io rimango nell'iniquità. Perché non lo può? Perché egli stesso è ""avvocato per i nostri peccati presso il Padre"", come dichiara Giovanni, suo intimo, dicendo che ""se qualcuno ha peccato, abbiamo, come avvocato presso il Padre, Gesù Cristo, che è senza peccato"". Come dunque potrebbe bere il vino della letizia, colui che è avvocato per i miei peccati, quando io lo rattristo peccando? Come potrebbe essere nella gioia, egli che s'avvicina all'altare in propiziazione per me peccatore, egli, al cuore del quale arriva continuamente la tristezza dei miei errori? ""Io, dice, berrò di questo vino con voi nel regno del Padre mio"". Finché noi non agiamo in maniera da salire al regno, egli non può bere da solo questo vino, egli, che ha promesso di berlo con noi. Rimane dunque nella tristezza per tutto il tempo che noi persistiamo nel traviamento. Se infatti il suo apostolo ""piange su alcuni che hanno peccato e non hanno fatto penitenza dei loro delitti"", che dire di Lui stesso, che è chiamato il figlio dell'Amore, che s'è annichilato a causa dell'amore che aveva per noi, che non ha cercato il suo vantaggio quando era uguale a Dio, ma ha cercato il nostro bene, e per questo s'è come vuotato di se stesso? Così adunque avendo cercato il nostro bene, ora non ci cercherebbe più, non pensando più ai nostri interessi, non soffrirebbe più dei nostri traviamenti? Non piangerebbe più sulla nostra perdita, egli che ha pianto su Gerusalemme e ha detto: ""Quante volte ho voluto riunire i tuoi figli come la chioccia raduna i suoi pulcini, e tu non l'hai voluto?"".
Colui che ha preso le nostre ferite e ha sofferto a causa nostra come medico delle nostre anime e dei nostri corpi, ora trascurerebbe la corruzione delle nostre piaghe? […] Dunque, per noi tutti egli sta ora davanti a Dio intercedendo per noi; sta sull'altare offrendo a Dio una propiziazione in nostro favore. […] Attende dunque che noi ci convertiamo, che imitiamo il suo esempio, che seguiamo le sue tracce, per godere allora con noi e ""bere con noi il vino nel regno del Padre"".“

—  Origene di Alessandria scrittore, religioso, teologo (catechista) 185 - 254

da Omelie sul Levitico

Jack Nicholson photo

„L'America sta diventando una piatta società di vegetariani, astemi e puritani. Io credo nella carne rossa, nel vino e nelle donne.“

—  Jack Nicholson attore statunitense 1937

Origine: Citato in L'Espresso, 18 settembre 2016.

Anaïs Nin photo
Francesco Guccini photo
Dargen D'Amico photo
Ernst Jünger photo
Joe Bastianich photo
Pierangelo Bertoli photo
Gabriel García Márquez photo
Charles Baudelaire photo
Fichi d'India photo
Khalil Gibran photo

„Tu bevi vino per ubriacarti; io lo bevo perché mi renda sobrio da quell'altro vino.“

—  Khalil Gibran poeta, pittore e filosofo libanese 1883 - 1931

Sabbia e spuma

Emis Killa photo

„Quando ti ho detto una come te non mi merita ero ubriaco | ma mi hanno insegnato che in vino veritas.“

—  Emis Killa rapper italiano 1989

da Parole di ghiaccio, n. 3
L'erba cattiva

Charles Baudelaire photo
Ghemon photo
ʿUmar Khayyām photo
Charles Bukowski photo

„piedi di formaggio | anima caffettiera | mani che odiano le stecche da biliardo | occhi come graffette | preferisco il vino rosso.“

—  Charles Bukowski poeta e scrittore statunitense 1920 - 1994

da l'amore è un cane che viene dall'inferno; p. 163
L'amore è un cane che viene dall'inferno

Ivan Graziani photo
Leonardo Sciascia photo
Rino Gaetano photo

„Camminare con quel contadino | che forse fa la stessa mia strada, | parlare dell'uva, parlare del vino | che ancora è un lusso per lui che lo fa.“

—  Rino Gaetano cantautore italiano 1950 - 1981

da Ad esempio a me piace il sud, lato B, n. 1
Ingresso libero

ʿUmar Khayyām photo
Lady Gaga photo

„Voglio la tua bocca di Whiskey | su tutto il mio corpo biondo. Vino rosso, profumo economico | e un grido sporco.“

—  Lady Gaga cantautrice e attivista statunitense 1986

da Heavy Metal Lover n.º 13

Questa traduzione è in attesa di revisione. È corretto?
Nikos Kazantzakis photo
Li Po photo
Ignazio Silone photo
Fred Uhlman photo
Sándor Márai photo
Charles Baudelaire photo
Grazia Deledda photo
Ludwig Feuerbach photo
Ramón Gómez De La Serna photo

„Nell'aceto c'è tutto il malumore del vino.“

—  Ramón Gómez De La Serna scrittore e aforista spagnolo 1888 - 1963

Origine: Mille e una greguería, Greguería‎s‎, p. 38

Henry David Thoreau photo
Fabrizio Moro photo

„Posso fare a meno dei milioni | tanto portano solo problemi | ma non posso fare a meno del vino | non amando troppo gli schemi.“

—  Fabrizio Moro cantautore e chitarrista italiano 1975

da Il senso di ogni cosa, n. 4
Barabba

Charles Baudelaire photo
Dolindo Ruotolo photo
Papa Giovanni Paolo II photo
Luigi Veronelli photo
Scuola Medica Salernitana photo

„Il vino spumeggiante la cui spuma non se ne va è cattivo.“

—  Scuola Medica Salernitana

Regimen Sanitatis Salernitanum

Gaio Plinio Secondo photo

„C'è verità nel vino.“

—  Gaio Plinio Secondo scrittore romano 23 - 79

14, 28, 141
In vino veritas.
Storia naturale

Gilbert Keith Chesterton photo
Gigi Proietti photo
Ibn Hamdis photo

„Un paese a cui la colomba | diede in prestito il suo collare, e il pavone | rivestì dal manto delle sue penne || Par che quei papaveri sian vino | e i piazzali delle case siano i bicchieri.“

—  Ibn Hamdis poeta arabo-siciliano, massimo esponente della poesia araba di Sicilia a cavallo tra l'XI e il XII secolo 1056 - 1133

La Sicilia
Antologia poetica

Ignazio Silone photo
Cristoforo Poggiali photo

„Se alla vendemmia, d'acqua empiesti il tino, come oggi sperar puoi di trarne vino?“

—  Cristoforo Poggiali bibliotecario, erudito ed ecclesiastico italiano 1721 - 1811

Origine: Proverbj, motti e sentenze ad uso ed istruzione del popolo, p. 124

Giuseppe Prezzolini photo

„Scrivere aforismi è da gran signore; un gran signore regala bottiglie di vino pregiato; un villano regala una botte di vino mediocre.“

—  Giuseppe Prezzolini giornalista, scrittore e editore italiano 1882 - 1982

da Ideario, Ponte alle Grazie

Carlo Lapucci photo
Fabrizio De André photo

„Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno | non si guardò neppure intorno | ma versò il vino, spezzò il pane | per chi diceva ho sete e ho fame.“

—  Fabrizio De André cantautore italiano 1940 - 1999

da Il pescatore, presente nella ristampa del 1970

Luca Zaia photo
Victor Hugo photo
Scuola Medica Salernitana photo

„Dopo ogni uovo, bevi un altro bicchiere di vino.“

—  Scuola Medica Salernitana

Regimen Sanitatis Salernitanum

Caparezza photo
Sandro Mazzola photo
Oscar Wilde photo
Gustave Flaubert photo

„L'aroma del fieno inebria come un vino generoso, dà le vertigini come il fermento del mosto.“

—  Michele Saponaro scrittore italiano 1885 - 1959

Origine: Peccato, p. 63

Elisabetta di Baviera photo
Abu Nuwas photo
Blaise Pascal photo
Gianni Brera photo
Emilio Bossi photo

„Anche i Persiani avevano la loro eucaristia, ossia un sacrifizio simbolico di pane e di vino.“

—  Emilio Bossi politico, giornalista e avvocato svizzero 1870 - 1920

Gesu Cristo non è mai esistito

Gialal al-Din Rumi photo

„Se cerchi l'eterno amico | o cuore, scorda te stesso. | Come farfalla alla luce | offri tu il corpo e l'anima. | Sii bimbo senza pane | alla porta dello straniero, | al pazzo sii bocca fraterna | e parlagli solo d'amore. | Così a te s'inchina il Signore | oltre la fede e l'errore, | poi egli stesso, dalla brocca eterna, | ti berrà, con l'eterno vino.“

—  Gialal al-Din Rumi poeta e mistico persiano 1207 - 1273

Citazioni di Rūmī
Origine: Da Dattiloscritto, con dedica, di otto testi di Gialal al Din Rumi; probabilmente dei primi anni Sessanta; in Cristina Campo, Se tu fossi qui. Lettere a Maria Zambrano 1961-1975 a cura di Maria Pertile, Archinto, 2009, p. 36. ISBN 978-88-7768-529-2

Francesco Guccini photo

„Dopo un bicchiere di vino con frasi un po' ironiche e amare, parlava in tedesco e in latino, parlava di Dio e Schopenhauer“

—  Francesco Guccini cantautore italiano 1940

da Il frate
L'isola non trovata

Alphonse Karr photo
John Ronald Reuel Tolkien photo

„È stato come scoprire un'enorme enoteca riempita con bottiglie di un vino straordinario di tipo e sapore mai assaggiato prima. Ne fui decisamente preso.“

—  John Ronald Reuel Tolkien scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico 1892 - 1973

La realtà in trasparenza, lettera n. 163

Mauro Corona photo
Fabrizio De André photo
Alessandro Mannarino photo
Paolo di Tarso photo
Marc Chagall photo

„[A proposito di Esenin] Gridava anche lui, ebbro di Dio, non di vino. Con le lacrime agli occhi, sferrava pugni non sul tavolo ma sul proprio petto, e sputava non sull'altrui, ma sulla propria faccia.“

—  Marc Chagall pittore russo 1887 - 1985

Origine: Citato in Casoli Giovanni, Novecento letterario italiano ed europeo. Autori e testi scelti. Vol. 2: Dalla seconda guerra mondiale alla fine del secolo. Appendice sul cinema, Città Nuova, 2002.

Tito Maccio Plauto photo

„Euclione: Sono perduto! Sono morto! Sono assassinato! Dove correre? Dove non correre? Fermalo, fermalo! Fermare chi? Chi lo fermerà? Non so, non vedo nulla, cammino alla cieca. Dove vado? dove sono? chi sono? Non riesco a stabilirlo con esattezza. [Al pubblico] Vi scongiuro, vi prego, vi supplico, aiutatemi voi: indicatemi l'uomo che me l'ha rubata. [A uno spettatore] Che ne dici tu? Voglio crederti: lo capisco dalla faccia, che sei una brava persona… Che c'è? perché ridete? Vi conosco tutti: so che qua ci sono parecchi ladri, che si nascondono sotto una toga imbiancata a gesso, e se ne stanno seduti, come fossero galantuomini… Eh? Non ce l'ha nessuno di costoro? Mi hai ucciso! Dimmi dunque, chi l'ha? Non lo sai? Ah, povero, povero me! Sono morto! Sono completamente rovinato, sono conciato malissimo: troppe lacrime, troppe sventure, troppo dolore mi ha portato questo giorno; e fame, e miseria!… Sono il più sventurato tra gli esseri della terra. Che bisogno ho di vivere, ora che ho perduto tutto quell'oro che avevo custodito con tanta cura! Mi sono imposto sacrifici, privazioni; ed ora altri godono della mia sventura e della mia rovina. Non ho la forza di sopportarlo.
Liconide: [A parte, uscendo dalla casa di Megadoro] Chi sta lamentandosi? Chi piange e geme davanti a casa nostra? Ma è Euclione, mi pare. Sono completamente perduto; s'è scoperto tutto. Senza dubbio sa già che sua figlia ha partorito. Ora non so che fare. Devo andarmene o rimanere? affrontarlo o evitarlo? Per Polluce! Non so più che fare.
Euclione: Chi sta parlando là?
Liconide: Sono io, un infelice.
Euclione: Infelice sono io, e sventurato! io che sono stato colpito da sì grande disgrazia, da sì grande dolore!
Liconide: Fatti coraggio.
Euclione: Farmi coraggio? Come potrei, di grazia?
Liconide: Il misfatto che t'angustia il cuore, sono stato io a compierlo: lo confesso.
Euclione: Cosa mi tocca sentire?
Liconide: La verità.
Euclione: Che male t'ho dunque fatto, o giovine, perché tu agissi così e rovinassi me e i miei figli?
Liconide: È un dio che mi ci ha indotto e mi ha attratto verso di lei.
Euclione: Come?
Liconide: Confesso d'aver commesso un torto; so di essere colpevole. E così vengo a pregarti di essere indulgente, di perdonarmi.
Euclione: Come hai osato fare una cosa simile: toccare ciò che non era tuo?
Liconide: Che vuoi farci? Ormai è fatta; non si può disfare. È stato il volere degli dèi, senza dubbio: certo, senza la loro volontà, non sarebbe accaduto.
Euclione: E allora credo che gli dèi abbiano anche voluto che io ti facessi crepare in catene, in casa mia.
Liconide: Non dir questo!
Euclione: Perché dunque hai toccato, contro il mio volere, una cosa mia?
Liconide: È stata colpa del vino e dell'amore.
Euclione: Sfrontatissimo essere! Aver osato presentarti a me con un simile discorso! Impudente! Se esiste un diritto che ti permette di scusare una simile azione, non ci resta che andare a rubare pubblicamente gioielli alle matrone, in pieno giorno; e se poi dovessimo essere arrestati, ci scuseremmo dicendo che l'abbiamo fatto in istato d'ebbrezza, per amore! Varrebbero troppo poco, il vino e l'amore, se l'ubriaco e l'innamorato avessero il diritto di soddisfare impunemente i loro capricci.
Liconide: Ma io vengo di mia spontanea volontà a supplicarti di perdonare la mia follia.
Euclione: Non mi piacciono gli individui che si scusano dopo aver fatto del male. Tu sapevi che essa non era tua; non avresti dovuto toccarla.
Liconide: Dal momento che ho osato toccarla, non voglio cercare pretesti, ma tenerla nel migliore dei modi.
Euclione: Tu vorresti tenere, contro il mio volere, una cosa mia?
Liconide: Non pretendo d'averla contro il tuo volere; ma penso ch'essa mi spetti. Converrai subito tu stesso, Euclione, ch'essa deve spettare a me.
Euclione: E io – per Ercole!“

—  Tito Maccio Plauto, Aulularia

ti trascinerò subito dal pretore e t'intenterò un processo, se non restituisci...
Liconide: Cosa dovrei restituirti?
Euclione: Ciò che mi hai rubato.
Liconide: Io? rubato? dove? Cosa significa?
Euclione: [ironicamente] Che Giove ti protegga, com'è vero che tu non sai niente!
Liconide: A meno che tu non dica cosa stai cercando... (vv. 713-762; 1998)
Aulularia
Origine: Nel lamento dell'avaro Euclione per il furto della pentola dell'oro, Plauto parodia i registri della poesia tragica, come farà anche Gaio Lucilio nel libro XXVI delle Satire.
Origine: Fedria, figlia dell'avaro Euclione, ha partorito prima del matrimonio. Il padre del bambino è Liconide, che l'aveva violentata nove mesi prima, durante le Cerealia. Per riparare al danno, vuole prenderla in sposa, ma deve prima parlarne con il padre della ragazza, Euclione. Gli si avvicina, origlia, lo vede in preda al dolore e subito crede che egli abbia saputo della maternità della figlia. Infatti non sa che Euclione ha una pentola d'oro, il cui furto è la causa di tanto dolore. Il giovane si fa coraggio e gli parla: entrambi sottintendono la causa del dolore, così che il dialogo si intride di equivoco, in quanto Liconide confessa d'aver reso incinta Fedria mentre Euclione lo crede reo confesso del furto della pentola. Questa, per Plauto, è un'occasione d'oro per impostare la satira contro la categoria degli avari: l'avaro, influenzato nelle decisioni dalla sua stessa avarizia, formula male la classifica delle sue priorità e pospone la preoccupazione per i figli alla salvezza del patrimonio, che finisce per trascendere l'utilità e non procura altro che vane preoccupazioni.

Lucio Dalla photo

„Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento | e debbo stare attento a non cadere nel vino | o finir dentro ai tuoi occhi | se mi vieni più vicino…“

—  Lucio Dalla musicista, cantautore e attore italiano 1943 - 2012

da Cara, lato B, n. 2
Dalla

Alessandro Mannarino photo
Eddie Vedder photo

„Ci sono alcune cose che non puoi comprare: l'amore, la risata di tua figlia e certo vino rosso.“

—  Eddie Vedder cantautore e chitarrista statunitense 1964

Origine: Da un'intervista rilasciata a Spin, giugno 2006; traduzione a cura di Pearljamonline.it http://www.pearljamonline.it/curiosit%E0/Intervisteandmore/2006parte2.htm.

Fabio Volo photo

„Il castello di Nocera è posto in una terra assai fertile e dall'aria salubre: infatti, il suolo di essa produce un ottimo vino bianco e rosso, grano, segale e altri ottimi frutti in grande abbondanza. C'è una bella pianura con intorno alti monti e sorgenti abbondanti ed amene, e gli abitanti di questa valle amena seminano quattro volte all'anno; i campi producono svariati raccolti, dalle viti stese sopra gli olmi si ricava il vino in abbondanza e così l'olio dagli olivi. Le montagne sono coperte d'alberi, soprattutto enormi castagni, su cui crescono le castagne più grandi che io abbia mai visto. Dalla base dei monti dal lato verso la città di Amalfi, fino alla strada che dal castello va a Salerno, vi è una piantagione di noci o noccioli della lunghezza di 3-4 miglia e della larghezza di un miglio, e questi alberi di noci danno ogni anno tanta copia di frutti che basterebbero a molte regioni, se le raccogliessero: ma se ne nutrono i maiali, le cui carni, sia salate che fresche, si mantengono a lungo e sono ottime e saporite e non ho mai visto capponi più grandi e grassi e a buon mercato di quelli che si trovano in questa piana. Perciò i Curiali, finché furono sicuri, vi soggiornarono più volentieri che in qualsiasi altra parte del Regno di Sicilia. Dall'altro lato, verso il castello di Torre, sorge quel fertilissimo monte che chiamano volgarmente Somma, estremamente fruttifero, assai alto e dalla circonferenza assai ampia. Dista otto miglia dal castello di Nocera alla quale somiglia per ubertosità… Vi si producono ottimi vini greci, di almeno tre qualità, grande, mediocre e minore, che vengono portati nei vari luoghi e paesi. Ho sentito ripetere che i loro dazi ammontano ogni anno a più di 200 fiorini. Ogni anno, al tempo della vendemmia, si possono vedere oltre centomila recipienti costruiti dagli abitanti di questa zona con legno dei castagni di quei monti: ognuno di essi ha la capacità di otto barili secondo la misura romana; vi sono inoltre infiniti altri recipienti detti caratelli, che contengono di solito ognuno quattro barili. Il mosto raccolto dalle vigne di questo monte viene riposto in tali recipienti, e poi trasportato nei luoghi di mare, a Napoli, e nei vari paesi del mondo dai mercanti, attraverso il mare che dista dal monte tre miglia italiche. In molte località esso vien venduto come malvasia o altro vino di pregio.“

—  Teodorico di Nieheim storico tedesco 1340 - 1418

libro I, cap. XXXVIII
De schismate libri III

Mario Rigoni Stern photo
Francesco De Gregori photo
Fabio Volo photo
Marc Monnier photo
Archestrato di Gela photo

„Al banchetto si va per mangiare e non solo per bere, come fanno quei ranocchi dei Siracusani, che bevono vino e solo vino e non mangiano alcunché. Tu, fatti servire invece tutti gli uccelletti arrostiti della tribù, secondo la stagione.“

—  Archestrato di Gela poeta greco antico

Gastronomia (Frammenti)
Origine: Archestrato di Gela in Ateneo di Naucrati, III 100d. Trad. ita di Gianni Race, La cucina del mondo classico, 1999, p. 50.