Frasi sui morti

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema morto.

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„Dio non è morto, come dicono. Dio ci è stato amputato.“

—  Gesualdo Bufalino scrittore 1920 - 1996

Origine: Il malpensante, Settembre, p. 95

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„Un operaio della FIAT di Torino è morto senza avere mai visto un gufo.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 40

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„Quando sarò morto, voglio essere ricordato come un musicista di valore e sostanza.“

—  Freddie Mercury cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane 1946 - 1991

Origine: Aforismi.it https://aforismi.it/frasi-di/freddie-mercury/

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„E forse in verità neanch'io me ne sono accorto | ma fuori sto cercando un me che dentro è già morto.“

—  Fabri Fibra rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

da Nella scena, n. 3
Pensieri scomodi

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„Potrò essere crocifisso, potrò anche morire, ma voglio che i miei fratelli dicano: "è morto perché io sia libero."“

—  Martin Luther King pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili 1929 - 1968

Citazioni di Martin Luther King

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„[Sulla festa dei morti in Sicilia] Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perché la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perché noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perché in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

—  Andrea Camilleri scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925 - 2019

Origine: Da http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-db122e96-535f-46a3-8bed-71314f6a9bb5.html, dal film-documentario di John Turturro Prove per una tragedia siciliana (2009).

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„Chi deve morire è già morto. E un morto non è più niente.“

—  Euripide, Alcesti

527; citato in Valerio Massimo Manfredi, Idi di marzo, Mondadori, 2008
Alcesti

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