Frasi sui morti

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema morte, morto, essere, vita.

Migliori frasi sui morti

Cassandra Clare photo

„Se l'amore fosse cibo, sarei morto di fame per le ossa che mi lanciavi.“

—  Cassandra Clare, Shadowhunters

Shadowhunters, Città degli angeli caduti

Billie Joe Armstrong photo
Bertrand Russell photo

„Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti.“

—  Bertrand Russell, libro Matrimonio e morale

da Matrimonio e Morale
Matrimonio e morale

Woody Allen photo

„Dio è morto, Marx è morto, e io mi sento poco bene.“

—  Woody Allen regista, sceneggiatore, attore, compositore, scrittore e commediografo statunitense 1935

Claudio Baglioni photo

„Il cuore lo trovai in corsia caduto mezzo morto, poi si rialzò ma restò zoppo.“

—  Claudio Baglioni cantautore italiano 1951

da Reginella Reginè
Io sono qui

Oscar Wilde photo

„Una cosa non è necessariamente vera perché un uomo è morto per realizzarla.“

—  Oscar Wilde poeta, aforista e scrittore irlandese 1854 - 1900

da Il ritratto del signor W. H.

Tutte frasi sui morti

Un totale di 936 frasi morto, il filtro:

Eminem photo

„Hitler non è morto. Hitler è in ogni uomo che discrimina un uomo gay, uno di colore o uno di un'altra religione.“

—  Eminem rapper, attore e produttore discografico statunitense 1972

8 Mile

Luciano Ligabue photo

„Sono stati giorni di tempesta e vento ed era pronto solo chi era pronto, ma adesso sai a cosa vai incontro: chi non è morto è già più forte!“

—  Luciano Ligabue cantautore italiano 1960

da Quando canterai la tua canzone, n. 1
Arrivederci, mostro!

Giovanni Verga photo

„Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.“

—  Giovanni Verga, libro I Malavoglia

I Malavoglia

Haruki Murakami photo
Yukio Mishima photo
Pino Puglisi photo
Jorge Luis Borges photo
J. K. Rowling photo

„«Ma insomma, che cos'avete oggi?» domandò la professoressa McGranitt, tornando se stessa con un debole pop e guardandoli tutti quanti uno a uno. «Non che sia importante, ma è la prima volta che la mia trasformazione non viene accolta da un applauso».
Tutti si voltarono di nuovo verso Harry, ma nessuno parlò. Poi Hermio-ne alzò la mano.
«Ci scusi, professoressa, abbiamo appena avuto la prima ora di Divinazione, e stavamo leggendo le foglie di tè e…»
«Ah, certo» esclamò la professoressa McGranitt accigliata. «Non c'è bi-sogno di aggiungere altro, signorina Granger. Ditemi, chi di voi morirà quest'anno?»
Tutti la fissarono.
«Io» disse Harry alla fine."Capisco" commentò la professoressa McGranitt guardando Harry con i suoi occhi piccoli e lucenti. "Allora è bene che tu sappia, Potter, che Sibilla Cooman ha predetto la morte di uno studente all'anno da quando è arrivata in questa scuola. Nessuno è ancora morto. Vedere presagi di morte dappertutto è il suo modo preferito di dare il benvenuto a una nuova classe. Se non fosse che non ho l'abitudine di parlar male dei miei colleghi…"
La professoressa McGranitt si interruppe, e tutti notarono che aveva le narici bianche e dilatate. Poi riprese, più tranquilla: "La divinazione è uno dei settori più imprecisi della magia. Non vi nasconderò che faccio fatica a tollerarla. I veri Veggenti sono molto rari, e la professoressa Cooman…"
Si interruppe di nuovo, e poi disse in tono molto pratico: "A me sembri in perfetta salute, Potter, quindi mi scuserai se non ti dispenso dai compiti oggi. Ti assicuro che se dovessi morire non sei tenuto a consegnarli."“

—  J. K. Rowling, libro Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Origine: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, p. 94

Rudyard Kipling photo

„Ululate, cani! Stanotte è morto un lupo!“

—  Rudyard Kipling, libro Il secondo libro della giungla

Phao; 2004, p. 345
Il secondo libro della giungla, I cani rossi

Noyz Narcos photo

„Dentro sento tanto di quel male da sputare, ho l'odio in corpo, manco morto mi farei fregare.“

—  Noyz Narcos rapper, beatmaker e writer italiano 1979

da Merda Music
Verano Zombie

Stephen King photo
José Saramago photo
Luigi Pirandello photo
Pietro Mennea photo
Enzo Cannavale photo
Fabri Fibra photo

„E forse in verità neanch'io me ne sono accorto | ma fuori sto cercando un me che dentro è già morto.“

—  Fabri Fibra rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

da Nella scena, n. 3
Pensieri scomodi

Anna Andreevna Achmatova photo
Gabriel García Márquez photo
Francesco Guccini photo
Cesare Pascarella photo
Roberto Benigni photo
John Frusciante photo
John Ronald Reuel Tolkien photo

„Dove sono cavallo e cavaliere? Dov'è il corno dal suono violento?
Dove sono l'elmo e lo scudiere, e la fulgida capigliatura al vento?
Dov'è la mano sull'arpa, e il rosso fuoco ardente?
Dov'è primavera e la messe, ed il biondo grano crescente?
Son passati come pioggia sulla montagna, come raffiche di vento in campagna;
I giorni scompaiono ad ovest, dietro i colli che un mare d'ombra bagna.
Chi riunirà il fumo del legno morto incandescente?
Chi tornerà dal Mare e potrà mirare il tempo lungo e fuggente?“

—  John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli

Variante: "Dove sono cavallo e cavaliere? Dov'è il corno dal suono violento? Dove sono l'elmo e lo scudiere, e la fulgida capigliatura al vento? Dov'è la mano sull'arpa, e il rosso fuoco ardente? Dov'è primavera e la messe, ed il biondo grano crescente? Son passati come pioggia sulla montagna, come raffiche di vento in campagna; I giorni scompaiono ad ovest, dietro i colli che un mare d'ombra bagna. Chi riunirà il fumo del legno morto incandescente? Chi tornerà dal Mare e potrà mirare il tempo lungo e fuggente?"
Origine: Il Signore degli Anelli, Le due torri, p. 619, Rusconi

Cesare Pavese photo

„Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono piú faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.“

—  Cesare Pavese, libro La casa in collina

XXIII; p. 122
La casa in collina
Variante: Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuoi dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui: non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.

Italo Calvino photo
Paolo di Tarso photo
Massimo Recalcati photo
Rudolf Steiner photo
Paolo Rumiz photo

„Il cielo stellato è piatto, senza vita né profondità. Non è più ordine, vibrazione, la nota unica che sottende il concerto universale. Forse il cielo è morto. Ma se è morto, non l'ha ucciso la guerra. Lo uccide questa società edonistica che - per bruciare la vita nel consumo del presente - occulta i conflitti, li contrabbanda come evento pulito.
Un sistema che cancella meticolosamente i segni della morte non può sopportare ciò che dura e rammenta l'eterno, universo incluso. Così, privati dell'orizzonte, ci ritroviamo a cercare le nostre luci primordiali senza più avere l'alfabeto per leggerle, a cercare stelle di plastica e soli da supermercato, frugando alla rinfusa sotto le voci superstizione, creme abbronzanti, oroscopo, estasi mistica, canzonette, esoterismo. A viaggiare nel delirio cosmico, tra svastiche e soli alpini, guru, orge equinoziali e ossessioni suicide di gruppo.

La regolarità degli astri, che ha orientato gli uomini per millenni, non mi rassicura più. Il cielo è diventato patrimonio di pochi. Ai berberi e ai tuareg le stelle sono ancora essenziali per navigare nel grande mare di sabbia chiamato Sahara. In un libro sull'Afghanistan di Niccolò Rinaldi, un piccolo profugo di guerra così racconta la fuga della sua gente verso il Pakistan attraverso il Passo Kyber: "Quando la luna e le stelle scomparvero dietro le montagne ci dicemmo: chissà magari non torneranno. Invece la notte successiva rieccole di nuovo sopra la nostra testa; eppure eravamo in un posto diverso e lontano. Allora non abbiamo più avuto paura di scappare.“

—  Paolo Rumiz giornalista e scrittore italiano 1947

Jovanotti photo
Ray Bradbury photo
Freddie Mercury photo

„Quando sarò morto, voglio essere ricordato come un musicista di valore e sostanza.“

—  Freddie Mercury cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane 1946 - 1991

Origine: Aforismi.it https://aforismi.it/frasi-di/freddie-mercury/

Erich Fromm photo
Eugenio Montale photo
Adolf Hitler photo
John Steinbeck photo
Piero Calamandrei photo
Kanye West photo
Marilyn Manson photo

„Ho guardato davanti a me e ho visto un mondo che è morto. Forse lo sono anch'io.“

—  Marilyn Manson cantautore, attore e pittore statunitense 1969

da Minute Of Decay
Antichrist Superstar

Enzo Jannacci photo

„Mi ricordo ancora piazzale Loreto e una donna che sparava alla testa di Mussolini appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora. Mio padre è morto per colpa dei fascisti, i fascisti non rompano“

—  Enzo Jannacci cantautore italiano 1935 - 2013

Origine: Da un intervento alla cerimonia di consegna del Premi Isibardi all'associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo, in risposta alle critiche dei consiglieri di Alleanza Nazionale; citato in Leoncavallo premiato. «Ora basta polemiche» https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/dicembre/17/Leoncavallo_premiato_Ora_basta_polemiche_co_7_041217019.shtml, Corriere della Sera, 17 dicembre 2004, p. 52.

Cristina Campo photo
Conte di Lautréamont photo
Francesco Petrarca photo

„Vertú contra furore | prenderà l'arme, et fia 'l combatter corto: | ché l'antiquo valore | ne gli italici cor' non è anchor morto.“

—  Francesco Petrarca, Canzoniere

Italia mia, benché 'l parlar sia indarno
Canzoniere
Origine: Citato in Niccolò Machiavelli, Il principe: «Virtù contro a furore | prenderà l'arme; e fia el combatter corto, | ché l'antico valore | nell'italici cor non è ancor morto.»

Napoleone Bonaparte photo

„[Raccontando di quando attraversò un campo di battaglia dal quale non erano stati ancora portati via i morti] Ad un tratto un cane sbuca di sotto il mantello di un cadavere, si slancia verso di noi, e ritorna subito nel suo nascondiglio emettendo dolorosi guaiti. La bestiola leccava, convulsamente la faccia del morto, e si dirigeva poi di nuovo verso di noi come per implorare soccorso, o per chiedere vendetta. Fosse lo stato d'animo, o il luogo o il tempo o il fatto stesso, o altro che non so spiegare, certo è che mai nulla, in nessun altro campo di battaglia, mi ha tanto commosso. Mi fermai un momento per apprezzare quella scena. Quest'uomo, mi dicevo, forse ha degli amici, ne ha forse in questo campo, nella sua compagnia, e giace qui, abbandonato da tutti meno che dal suo cane! Che lezione ci dà la natura tramite un animale!…
Che cosa è mai l'uomo e quale è il mistero delle sue impressioni! Avevo, senza commuovermi, ordinato battaglie che dovevano decidere della sorte dell'esercito, avevo veduto, con occhio distaccato, eseguire movimenti che portavano alla perdita di molti tra noi e ora mi sentivo toccato nel profondo dai gemiti e dal dolore di un cane… Quello che è certo è che in quel momento sarei stato più arrendevole verso un nemico supplichevole: capii meglio il gesto di Achille che restituisce il corpo di Ettore al pianto di Priamo.“

—  Napoleone Bonaparte, libro Il Memoriale di Sant'Elena

Origine: Citato in Las Cases, p. 203 https://books.google.it/books?id=bbtZAQAAQBAJ&pg=PT203.

Charles Bukowski photo
Charles Bukowski photo
Charles Bukowski photo
Andrea De Carlo photo
Bianca Pitzorno photo
Antonio Gramsci photo

„Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire partecipare. Chi vive veramente non può non essere cittadino partecipe. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Io partecipo, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, partecipo. Perciò odio chi non partecipa, odio gli indifferenti.“

—  Antonio Gramsci politico, filosofo e giornalista italiano 1891 - 1937

Giacomo Leopardi photo
Marilyn Manson photo

„Dio è morto ma resta sempre bianco.“

—  Marilyn Manson cantautore, attore e pittore statunitense 1969

da Blank and White
The High End of Low

Ernest Hemingway photo
Marguerite Yourcenar photo
Ted Bundy photo

„C'è chi dice che Dio è morto per altri non è mai nato, per me ha creato il mondo poi se n'è dimenticato.“

—  Ted Bundy assassino seriale statunitense 1946 - 1989

da Nulla Di Buono
WanTed

Anaïs Nin photo
Fabri Fibra photo

„Io non capisco perché ma ogni periodo | c'è qualcuno che se ne viene fuori dicendo che io | io sono morto.“

—  Fabri Fibra rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

da Applausi per Fibra, n. 3
Tradimento

Federico García Lorca photo
Alexandre Dumas (padre) photo
Philip K. Dick photo
Leonardo Sciascia photo

„Proverbio, regola: il morto è morto, diamo aiuto al vivo.“

—  Leonardo Sciascia, libro A ciascuno il suo

professore Roscio, pp. 70-71
A ciascuno il suo

Fabri Fibra photo

„Ci sono cose che nessuno ti dirà. | Ci sono cose che nessuno ti darà. | Sei nato e morto qua, | sei nato e morto qua, | nato nel paese delle mezze verità!“

—  Fabri Fibra rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

da In Italia, n. 7
Bugiardo

Fabri Fibra photo
Noyz Narcos photo
Vladimir Vladimirovič Nabokov photo
Euripide photo

„Chi deve morire è già morto. E un morto non è più niente.“

—  Euripide, Alcesti

527; citato in Valerio Massimo Manfredi, Idi di marzo, Mondadori, 2008
Alcesti

Yasser Arafat photo
Luigi Pirandello photo
Bernardo di Chiaravalle photo
Martin Luther King photo

„Potrò essere crocifisso, potrò anche morire, ma voglio che i miei fratelli dicano: "è morto perché io sia libero."“

—  Martin Luther King pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili 1929 - 1968

Citazioni di Martin Luther King

Wes Craven photo
Simone Weil photo
August von Platen photo
Alce Nero photo
Noel Gallagher photo
Robert Louis Stevenson photo

„Quindici uomini sulla cassa del morto | Io-ho-ho, e una bottiglia di rum!“

—  Robert Louis Stevenson, libro L'isola del tesoro

Canzone
2014, p. 41
L'isola del tesoro

Giovanni apostolo ed evangelista photo
Gene Gnocchi photo

„Un operaio della FIAT di Torino è morto senza avere mai visto un gufo.“

—  Gene Gnocchi comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955

Origine: Il mondo senza un filo di grasso, p. 40

Andrea Camilleri photo

„[Sulla festa dei morti in Sicilia] Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perché la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perché noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perché in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

—  Andrea Camilleri scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925 - 2019

Origine: Da http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-db122e96-535f-46a3-8bed-71314f6a9bb5.html, dal film-documentario di John Turturro Prove per una tragedia siciliana (2009).

William Seward Burroughs photo