Frasi di Andrea Camilleri

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Andrea Camilleri

Data di nascita: 6. Settembre 1925
Data di morte: 17. Luglio 2019
Altri nomi: Андреа Камиллери

Andrea Calogero Camilleri è uno scrittore, sceneggiatore e regista italiano.



Lavori

La forma dell'acqua
La forma dell'acqua
Andrea Camilleri
Noli me tangere
Noli me tangere
Andrea Camilleri
Una voce di notte
Una voce di notte
Andrea Camilleri
Il campo del vasaio
Il campo del vasaio
Andrea Camilleri
La paura di Montalbano
La paura di Montalbano
Andrea Camilleri
Il birraio di Preston
Il birraio di Preston
Andrea Camilleri
Il cane di terracotta
Il cane di terracotta
Andrea Camilleri
Il tuttomio
Il tuttomio
Andrea Camilleri
Un mese con Montalbano
Un mese con Montalbano
Andrea Camilleri
La stagione della caccia
Andrea Camilleri
Dentro il labirinto
Dentro il labirinto
Andrea Camilleri

Frasi Andrea Camilleri

„Mangiarono parlando di mangiare, come sempre succede.“

—  Andrea Camilleri, libro La forma dell'acqua

La forma dell'acqua

„I soldi mi hanno tolto l'ansia di offrire una sicurezza alla mia famiglia, questo mi basta.“

—  Andrea Camilleri

Citazioni tratte da interviste, Il Venerdì di Repubblica

„L'omo, va a sapiri pirchì, si fa pirsuaso istintivamenti che ogni cangiamento comporti un certo movimento, 'nveci i cangiamenti veri succedono ammucciati sutta all'apparenza dell'immobilità.“

—  Andrea Camilleri

da Un giro in giostra, in Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta, Sellerio editore, Palermo, 2011, p. 235

„La Torre era un siciliano di scoglio che se si metteva in mare poteva scoprire l'America.“

—  Andrea Camilleri

Origine: Dalla prefazione a Paolo Mondani e Armando Sorrentino, Chi ha ucciso Pio La torre?, Castelvecchi, 2012.

„[Sulla festa dei morti in Sicilia] Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perché la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perché noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perché in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

—  Andrea Camilleri

Origine: Da http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-db122e96-535f-46a3-8bed-71314f6a9bb5.html, dal film-documentario di John Turturro Prove per una tragedia siciliana (2009).

„Noi non mettiamo in discussione l'accoglienza. Abbiamo dimostrato di saperlo fare meglio degli altri. Per secoli siamo stati terra di passaggio e di scambio. Il problema è che sono troppi. E noi non siamo in grado di gestire queste masse di disperati.“

—  Andrea Camilleri

Origine: Da Camilleri: "Sicilia, resisti e fai pagare chi sbaglia" http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/12/28/news/camilleri_sicilia_resisti_e_fai_pagare_chi_sbaglia_-130283704/, Repubblica.it, 28 dicembre 2015.

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