“Né mi stupisco più di chi per primo ha scoperto il modo di aprire un'ostrica chiusa dopo che sono venuto a conoscenza degli stratagemmi degli aironi. Quando infatti capita loro di inghiottire una conchiglia chiusa, pur se infastiditi, sopportano strenuamente fino a quando non si accorgono che è stata ammorbidita e macerata dal calore del loro corpo. Allora, dopo averla sputata aperta e con le valve spalancate, inghiottono la parte commestibile.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 10 De sollertia animalium
“[…] il serpente rende acuta e rafforza la vista, se offuscata, con il finocchio, mentre l'orsa, quando esce dalla tana, per prima cosa mangia l'aro selvatico, poiché il suo gusto piccante funziona da lassativo per il suo intestino.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 20 De sollertia animalium
“È comunque ancora più raffinata l'attenzione che il porcospino rivolge ai propri cuccioli. In pieno autunno, infilandosi sotto le viti e facendo cadere i grappoli d'uva a terra con le zampe, si rotola su di essi e se li applica addosso sugli aculei. Una volta, quando ero bambino, un porcospino offrì, a me che lo osservavo, lo spettacolo di un grappolo che strisciava e camminava allontanandosi: tanto voluminoso era il suo carico di acini mentre se ne andava in giro! Ebbene, dopo avere raccolto l'uva, la mamma porcospino, intrufolandosi nella sua tana, porse gli acini ai suoi piccoli perché potessero staccarglieli dal dorso e goderne a loro piacimento.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 16 De sollertia animalium
“Forse però ci copriamo di ridicolo quando celebriamo la capacità di apprendere degli animali; soprattutto se pensiamo che, come mostra Democrito, essi sono stati i nostri maestri nei settori più importanti dell'esistenza. Dal ragno abbiamo appreso l'arte della tessitura e del rammendo, dalla rondine l'arte di costruire edifici, e imitando gli animali che emettono versi armoniosi, come il cigno e l'usignolo, abbiamo appreso il canto.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 20 De sollertia animalium
“Quando viene catturato, il delfino, non appena si accorge di essere finito nelle maglie della sagena, rimane fermo senza agitarsi; e per giunta è felice, perché si rimpinza senza alcuno sforzo con l'enorme quantità di pesci impigliati nella rete. Quando infine è in prossimità della terraferma, rosicchia la rete e ne sguscia fuori.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 26 De sollertia animalium
“Per il resto, la spugna non è priva di anima né è priva di percezione e di sangue, ma, come molti altri animali, sta abbarbicata sugli scogli ed è fornita di un movimento suo proprio, fatto di contrazioni e di espansioni, che ha però bisogno di stimoli che le inducano il ricordo e la istruiscano.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 30 De sollertia animalium
“Io penso, infatti, che chi scherza e si diverte debba mettersi a trattare con persone allegre e che vogliono stare reciprocamente allo scherzo: Bione era solito dire che mentre i bambini giocano a colpire le rane con le pietre, le rane invece non possono più giocare a morire, ma muoiono per davvero. Ebbene, in maniera analoga si divertono le persone che si dedicano alla caccia e alla pesca, godendo delle sofferenze e della morte di animali che in alcuni casi vengono sottratti ai loro cuccioli e ai loro neonati.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 7 De sollertia animalium
“[…] se mettiamo a confronto gli ippopotami e le cicogne: queste ultime […] nutrono i loro padri, mentre i primi li uccidono per accoppiarsi con le madri. Ma pensiamo anche alle pernici e ai piccioni. I maschi delle prime fanno scomparire le uova e le distruggono perché la femmina, mentre cova, rifiuta l'accoppiamento; i maschi dei piccioni, invece, si avvicendano alle loro femmine nella cura delle uova scaldandole e imbeccano per primi i neonati; inoltre, il piccione colpisce con il becco la sua femmina se si è allontanata per troppo tempo, e la riconduce alle uova e ai piccoli. E non so come Antipatro, che rimprovera la mancanza di pulizia degli asini e delle pecore, abbia omesso il caso delle linci e delle rondini. Le linci infatti, dopo averli nascosti e fatti sparire, mettono da parte del tutto, in un luogo lontano, gli escrementi e le rondini, invece, insegnano ai loro piccoli a espellere le feci volgendosi, dal nido, verso l'esterno.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 4 De sollertia animalium
“Il branzino, poi, si mostra ancora più virile dell'elefante. Quando infatti viene preso all'amo, è capace di estrarne la punta non dal corpo di un suo simile, ma dal suo stesso fianco: con un movimento alternato della testa da una parte e dall'altra, allarga la ferita e sopporta il dolore della lacerazione fin quando non riesce a fare uscire l'amo.Lo squalo volpe non si avvicina spesso agli ami, ma fugge l'inganno. Una volta preso, però, riesce a liberarsi subito. Grazie alla sua elasticità e alla sua agilità, infatti, gli viene naturale contorcere il proprio corpo e rivoltarlo tanto da mutare le parti interne con quelle esterne ed espellere l'uncino.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 24 De sollertia animalium
“Non è facile del resto trovare un'azione degli animali meglio dotati dalla natura che riveli l'esistenza, in loro, di una sola virtù, giacché in realtà anche nell'animale più portato all'affetto si trova una componente di coraggio, anche in chi è nobile d'animo si trova la docilità e, allo stesso modo, la furbizia e l'intelligenza non sono disgiunte dall'ardore e dal coraggio. […] i cani mostrano con ogni evidenza di avere insieme un animo docile e nobile quando desistono dall'attaccare le persone che si sono accovacciate a terra. […] Infatti i cani cessano di attaccare chi si è gettato per terra e ha assunto un atteggiamento sottomesso.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 15 De sollertia animalium