“[…] la ragione in sé è generata dalla natura, mentre la ragione al suo stadio compiuto e perfetto si raggiunge con la cura e l'apprendimento.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 4 De sollertia animalium
“Non certo per un solo motivo, poi, sarebbero da lodare le opere dei ragni, che sono un modello comune per le tele delle donne e per le reti dei pescatori […].”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 10 De sollertia animalium
“Il polipo, in inverno, mangia se stesso standosene accucciato […] a tal punto egli è pigro o insensibile o ingordo o tutte queste cose messe insieme.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 9 De sollertia animalium
“A ogni modo, era naturale che il dio amasse anche l'innata propensione nei confronti della musica che mostra il delfino. […] Ma probabilmente è il suo amore nei confronti degli uomini che lo rende caro agli dèi. Il delfino è infatti il solo animale che è affettuosamente legato all'uomo in quanto tale. […] nel delfino soltanto si trova, in relazione all'uomo, quella cosa che vanno cercando tutti i migliori filosofi, ovvero l'amore disinteressato. Questo animale, infatti, non ha bisogno di ricevere nulla dagli umani e, dal canto suo, nei confronti di tutti gli uomini mostra la sua benevolenza e amicizia, e molte persone ha soccorso in passato.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 36 De sollertia animalium
“La natura, infatti, di cui dicono giustamente [gli stoici] che faccia tutto in vista di una finalità e di uno scopo, non ha generato l'essere animato con la capacità di percepire solo perché senta semplicemente quando gli accade qualcosa. Ma dal momento che molte cose sono per lui appropriate, altre invece aliene, non sarebbe capace di sopravvivere neanche un secondo se non avesse appreso a guardarsi dalle seconde e a giovarsi delle prime. Ed è la facoltà di percepire per mezzo dei sensi che permette si generi la conoscenza di entrambe le cose. Del resto, per esseri che non abbiano per natura una qualche attitudine al ragionamento, al giudizio, alla memoria e all'attenzione, non ci sarebbe nessuna possibilità di essere coinvolti nelle attività che seguono la percezione per mezzo dei sensi, che consistono nel prendere o cercare ciò che è vantaggioso e nello scartare o evitare le cause di morte o di dolore. E anzi, gli occhi e le orecchie, pur essendo presenti, non sarebbero di alcun aiuto per quegli esseri che hai privato della capacità di prevedere gli eventi, della memoria, del proposito, della capacità di pianificare, di sperare, di desiderare, di provare paura o dolore.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 3 De sollertia animalium
“E nello smembrare e fare a pezzi l'oca domestica e il piccione – «l'abitante del focolare» di Sofocle –, non per fame e per procurarsi un nutrimento, come farebbero le donnole e i gatti, ma per puro diletto e per ghiottoneria, gli uomini hanno dato vigore alla componente ferina e sanguinaria della loro natura e l'hanno resa inflessibile alla pietà, smussando invece la loro componente per gran parte mansueta. In modo diametralmente opposto, i pitagorici hanno scelto la via della cura e della gentilezza nei confronti degli animali al fine di fare sviluppare i sentimenti della filantropia e della compassione: la consuetudine, infatti, ha un potere incredibile nel condurre gli uomini, a poco a poco, a un graduale insinuarsi degli affetti.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 2 De sollertia animalium
“Il tonno percepisce così bene l'arrivo dell'equinozio e del solstizio che l'uomo stesso può imparare da lui senza avere bisogno di usare le tavole astronomiche. Questo animale si ferma dovunque lo sorprenda il solstizio d'inverno e in quello stesso luogo se ne rimane immobile a passare i suoi giorni fino all'arrivo dell'equinozio.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 29 De sollertia animalium
“Le oche, invece, prese dal timore delle aquile, quando sorvolano il Tauro prendono nel becco una pietra di grosse dimensioni, come se si volessero tappare la bocca o volessero imbrigliare la componente chiacchierina e loquace del loro carattere per passare in silenzio e inosservate.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 10 De sollertia animalium
“Sarebbe impossibile raccontare con precisione il modo in cui le formiche si organizzano e amministrano i loro beni. Sarebbe tuttavia irriguardoso trascurare completamente l'argomento. In natura infatti non esiste specchio così piccolo delle virtù più grandi e più nobili, giacché come in una pura goccia d'acqua risplende in essa, in modo evidente, ogni qualità. «Lì risiede l'amicizia», ovvero la socievolezza; nella capacità di sopportare le fatiche di questo animale vi è poi una certa immagine del coraggio, e vi sono inoltre, nella formica, molti germi – per così dire – di temperanza, molti germi di intelligenza e di senso della giustizia.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 11 De sollertia animalium
“I murici della porpora vivono in gruppo e, come le api, fabbricano tutti insieme favi all'interno dei quali si dice che si riproducano. Raccolgono le parti commestibili delle alghe e dei muschi marini che rimangono attaccate alle loro conchiglie e si servono reciprocamente, a rotazione, una sorta di banchetto periodico, dal momento che ognuno di loro, in serie, nutre l'altro.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 30 De sollertia animalium
“[…] Pitagora […] ha insegnato a ricavare vantaggio dagli animali senza però commettere ingiustizia nei loro confronti.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 7 De sollertia animalium
“I Libici si fanno beffe degli Egizi, che vanno raccontando, a proposito dell'orige, di come emetta un grido proprio nel giorno e nell'ora in cui sorge l'astro che essi chiamano Sothis e noi, invece, chiamiamo Cane o Sirio. I primi, dal canto loro, affermano invece che, quando l'astro sorge in perfetta congiunzione con il sole, tutte le loro capre si volgono contemporaneamente verso di esso e guardano a oriente.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 21 De sollertia animalium
“L'abitudine di proseguire in banchi di pesci, del resto, ha dato anche il nome alle amie. E penso che lo stesso valga anche per i giovani tonni. Quanto alle altre specie che – come è noto – vivono in comunità e si dispongono in banchi, non sarebbe possibile mettersi a contare con esattezza i componenti di questi gruppi. Piuttosto si deve passare a parlare di forme di solidarietà individuale e di simbiosi fra specie di animali marini. Una di queste, quella del «guardiapinna», ha fatto consumare grandi quantità di inchiostro a Crisippo, che – per così dire – ha insignito questa bestia della proedria in tutte le sue opere di fisica e di etica. Egli, comunque, non deve avere conosciuto il «guardiaspugna», che altrimenti non avrebbe tralasciato.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 30 De sollertia animalium
“Per il resto, i comportamenti dei leoni non sono da meno quanto a socialità. Gli esemplari più giovani, infatti, portano con sé, a caccia, i compagni che sono ormai divenuti lenti e anziani. Qualora questi dovessero soccombere alla fatica, si fermano e si mettono ad aspettare, mentre i più giovani continuano a cacciare. Se prendono una preda, allora li chiamano, emettendo un verso simile al muggito di un giovane toro. I leoni anziani lo sentono e avvicinandosi ai compagni consumano insieme la preda.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 17 De sollertia animalium
“Per non parlare degli elefanti: dal momento che gli alberi che abbattono o troncano per mangiare smussano e rendono spuntate le loro zanne, si servono di una di esse a tal fine, l'altra invece la tengono sempre aguzza e affilata per difendersi dagli attacchi. Il leone cammina sempre tenendo le zampe strette verso l'interno e con gli artigli ritratti per non smussare le punte a furia di sfregarle e per non lasciare tracce visibili ai suoi inseguitori. Non è facile, infatti, trovare le impronte degli artigli del leone, e chi si imbatte in esse le trova piccole e confuse, e per questo motivo comincia a girare a vuoto e si perde. Dell'icneumone, sicuramente, avrete sentito che non è da meno rispetto a un oplita che si arma per la battaglia. Questo animale, infatti, si ricopre di un rivestimento di fango che fa indurire sul suo corpo come se fosse una corazza quando è in procinto di combattere con il coccodrillo.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 10 De sollertia animalium
“Sempre Giuba, poi, racconta che gli elefanti, senza che nessuno li abbia istruiti prima, sono capaci di recitare preghiere in onore degli dèi. Essi infatti si purificano nel mare e, sollevando la proboscide come fosse una mano, si genuflettono al cospetto del sole nascente. È come conseguenza di questo fenomeno che l'elefante – come testimonia Tolomeo Filopatore – è l'animale più caro agli dèi.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 17 De sollertia animalium
“[…] Afrodite considera nel complesso tutti gli esseri che popolano le acque marine come consacrati a sé e come fratelli, e prova dispiacere se uno solo di essi viene ucciso. Sapete bene, del resto che a Leptis i sacerdoti del dio Poseidone si astengono del tutto dal cibarsi di creature marine. Così come sapete che a Eleusi gli iniziati venerano la triglia e che la sacerdotessa di Era, ad Argo, si priva di mangiare questo pesce perché lo onora. Le triglie, infatti, uccidono le lepri marine – che sono letali per gli uomini e si cibano della loro carne. Per questo motivo questi pesci godono di tale immunità in quanto animali amici dell'uomo e come apportatori di salvezza.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 35 De sollertia animalium
“In molti esseri acquatici è possibile scorgere tecniche incredibili di caccia e di attacco. Per esempio, la stella marina sa bene che tutto ciò che lambisce viene distrutto e perisce, e per questo espone il proprio corpo con indifferenza e permette di farsi toccare da ogni cosa che le corra incontro o che le si accosti. Quanto alla torpedine, sicuramente conoscete i suoi poteri. Essa non soltanto immobilizza chiunque la tocchi, ma addirittura, attraverso la sagena, getta in un profondo torpore le mani dei pescatori.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 27 De sollertia animalium
“Gli storni, i corvi e i pappagalli imparano a parlare e offrono ai loro addestratori un'emissione di voce estremamente duttile e capace di imitare ogni suono, cosa che permette loro di articolarla e modularla. Ebbene, a me pare che questi uccelli abbiano la funzione di difendere, come se fossero avvocati, la causa di tutti gli altri animali in relazione all'apprendimento.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 19 De sollertia animalium
“Ma c'è qualcuno che dice che questa pratica [la caccia] abbia causato il diffondersi, fra gli uomini, dell'insensibilità e della ferocia.”Plutarco libro Sull'intelligenza degli animalicap. 2 De sollertia animalium