Frasi su cura

„Anche nella cura del diabete vale il proverbio: il troppo stroppia. Nel tenere bassa la glicemia (il livello di zucchero nel sangue) non bisogna esagerare perché si rischia di mettere in pericolo la vita dei pazienti.“

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Francesco Alberoni 43
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929
„Il trapianto è il salvataggio di due organismi viventi. Della persona trapiantata che lotta per la sua sopravvivenza, e dell'organo che lotta per la sua. Ed entrambi, da soli, non hanno speranza, mentre uniti si salvano. Il corpo che accoglie l'organo trapiantato è perciò come un grembo materno, come un utero, che accoglie un figlio a cui dà la vita, mentre la riceve da lui. L'esperienza del trapiantato è incredibilmente simile a quella della gravidanza. Il principale desiderio, la principale preoccupazione della persona trapiantata è di saper accogliere l'organo che ha ricevuto, e di salvarlo, curarlo, risanarlo. E anche i medici hanno la stessa preoccupazione, la stessa cura. La persona trapiantata sa perfettamente e ricorderà sempre che quell'organo non è suo, che è parte di un'altra persona, e che lei ne è soltanto la custode, il grembo accogliente. Non dimenticherà mai chi, morendo, glielo ha lasciato. Anzi ne rivive in ogni istante l'agonia, la morte come fosse la propria. Perché da quella morte è scaturita la sua vita. C'è un rapporto spirituale profondo fra la persona trapiantata e il donatore. Una intimità tanto forte che è bene che il trapiantato non sappia chi è il donatore, non lo conosca.“


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Antoine de Saint-Exupéry 57
scrittore e aviatore francese 1900 – 1944
„Il piccolo principe assisteva allo schiudersi di un enorme bocciolo e sentiva che ne sarebbe venuta un'apparizione miracolosa, ma la corolla indugiava, e si faceva bella, chiusa nella sua camera verde. Con cura sceglieva i colori. Si vestiva piano, accomodando i petali a uno a uno. Non voleva uscire tutta stropicciata come fanno i papaveri. Voleva mostrarsi solo nel pieno fulgore della propria bellezza. Eh, sì! Era molto vanitosa. La sua segreta toilette era durata giorni e giorni. Ed ecco che una mattina, con il sorgere del sole, era apparsa una rosa. (cap. VIII, pp. 39-40)“

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Leiji Matsumoto 54
fumettista e animatore giapponese 1938
„Addio amici miei. Non voglio abbandonarlo, gli sarò sempre vicino. Harlock, ti prego di prenderti cura di Mayu; se è possibile portala su quella che Tochiro chiamava la grande valle verde, la Terra, perché cresca fra quella natura che lui amava tanto. Lo seguirò sempre. (Esmeralda)“

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Rudyard Kipling 37
scrittore e poeta britannico 1865 – 1936
„Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno | la perdono, e se la prendono con te; | se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano, | ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi; [... ] | il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro, | e, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo! (da Se..., in Ballate delle baracche e altre poesie, a cura di Franco Buffoni, Oscar Mondadori, 1989, pp. 121-123. ISBN 88-04-40258-X)“

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Sarei grandemente ingenuo se chiedessi di essere lasciato in pace dopo morto. Attorno alle tombe dei Capi di quelle grandi trasformazioni, che si chiamano rivoluzioni, non ci può essere pace; ma tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. Mentre il mio spirito, ormai liberato dalla materia, vivrà, dopo la piccola vita terrena, la vita immortale e universale di Dio. Non ho che un desiderio, quello di essere sepolto accanto ai miei nel cimitero di San Cassiano. (da Vita di Arnaldo, a cura di Gian Guglielmo Rebora, Edizioni FPE, Milano, 1966)“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Dare la vita è aprire il cuore, e prendersi cura della vita è spendersi con tenerezza e calore per gli altri, portare nel mio cuore l'interesse per gli altri.“

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Luciano Ligabue 336
cantautore italiano 1960
„Sei dovunque, sei comunque, sei la malattia e la cura. (da È più forte di me, n. 10)“


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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino. (dall'intervista di Laura Laurenzi, Montanelli, "L'Italia di Berlusconi è la peggiore mai vista", 26 marzo 2001)“

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Franco Battiato 119
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. (da La cura)“

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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„GIUSTIZIA E LIBERTÀ
PER QUESTO MORIRONO
PER QUESTO VIVONO
(epitaffio riportato sulla lapide di Carlo e Nello Rosselli, cimitero di Trespiano, Firenze; da Uomini e città della Resistenza: discorsi, scritti ed epigrafi, a cura di Sergio Luzzatto, Laterza, 2006)“

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Marracash 32
rapper italiano 1979
„Non c'è schiavo più grande di chi pensa di essere libero. (da Né cura, né luogo, n.° 11)“


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Marracash 32
rapper italiano 1979
„Lo so mia madre pensa che mi drogo pesante | la mia ragazza invece che vado assieme alle altre | io nego frà | c'hanno ragione entrambe. (da Né cura, né luogo, n.° 11)“

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Claudio Baglioni 181
cantautore italiano 1951
„No, non cambiare mai | e abbi cura di te | della tua vita, del mondo | che troverai. (Solo)“

Giovanni Pesce 2
partigiano e politico italiano 1918 – 2007
„Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l'ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L'ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c'è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell'attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio. (cap. VI, Morte e Trasfigurazione, pp. 144-145)“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„Cerchi luce? Ama la vita, prenditene cura, è la tenda del Verbo. Amala, con i suoi turbini e le sue tempeste, e sempre più spesso però con il suo sole e le sue rose. E poi vai a servizio amoroso là dove la vita langue e sembra prossima a spegnersi.“

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