“Et voilà… verrebbe da esclamare, ma qui non si fanno giochi, non si può dire "il gioco è fatto" – qui, a conclusione del suo lungo viaggio per la "via del sole" (un viaggio infine molto storico e sempre meno romanzato), Adriano Petta getta la maschera e, seppure finge a volte di giocare, lo fa appunto a carte scoperte. Qui, in questi Roghi fatui solo nel titolo, c'è il racconto di come sia stata bruciata la verità, facendo scempio dell'umanità migliore, arrestando la ricerca del sapere profondo: nelle pagine commosse di questo libro si celebra un de profundis amaro e struggente. L'autore di Ipazia, che si può considerare un prologo postumo alla grande opera (due volumi, 500 pagine!) dedicata alle persecuzioni subite dai cercatori della luce, aveva già percorso – e si può immaginare con quanta dolorosa fatica della sua mente, del suo animo di laico incorruttibile – un aspro sentiero, quello della sapienza esposta alla cupidigia di un potere assoluto e meschino, meschino per voler essere assoluto, quello della Chiesa romana.”Adriano Petta Giuseppe Napolitano
“Adriano Petta, con questo romanzo storico, cerca di dare una sua risposta ad un tema cruciale: il rapporto tra scienza e fede e soprattutto tra potere temporale della Chiesa e la società civile.”Adriano Petta Dario De Cristoforo
“Il libro, accanto ai meriti di uno scritto con valore storico-letterario, ha anche il pregio di poter fornire ad un regista e ad un produttore cinematografici materiale abbondante per un film di denuncia e di ricostruzione della memoria storica, per riprendere il cammino verso la riconquista delle "chiavi del sapere".”Adriano Petta Dario De Cristoforo