Frasi di Cebete Tebano

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Cebete Tebano

Cebete è stato un filosofo greco antico vissuto tra la fine del V secolo e l'inizio del IV secolo a.C.. Fu discepolo a Tebe del pitagorico Filolao. Assieme al suo compatriota Simmia si recò ad Atene dove i due incontrarono Socrate divenendo suoi seguaci.

Durante la prigionia di Socrate Cebete, assieme a Simmia, cercò di organizzare e di finanziare l'evasione del maestro che però si rifiutò di fuggire.

Cebete compare come un personaggio protagonista nei dialoghi platonici Fedone e Critone, dedicati alla figura di Socrate, e si ritrova nei Memorabili di Senofonte che raccontano come questi frequentasse l'etera Teodota in compagnia di Alcibiade.

Tre dialoghi vengono attribuiti a Cebete da Diogene Laerzio e dalla Suda:

La tavola

Il settimo giorno

Frinico

La Tavola, una ecfrasi, è la sola opera a noi pervenuta con il nome di Cebete. In essa si narra come, in un santuario dedicato al dio Crono, dei giovani stranieri venuti per sacrificare al dio siano incuriositi da una tavoletta votiva che rappresenta tutte le scene della vita dell'uomo che un vegliardo s'incarica di spiegare ai due giovani.

Più probabilmente quest'opera è attribuibile a un omonimo filosofo stoico di Cizico contemporaneo di Marco Aurelio .


„Buone dunque le ricchezze non sono, poiché il loro posseditore all'acquisto delle virtù non promuovono tanto che ad alcuni: l'arricchir non fa nulla: poiché valersi delle ricchezze non fanno.“ p. 16

„Vorreste voi più tosto mal vivere, ò ben morire? Io certo antepongo ad una vita infame una morte honorata. Dunque il morir non è male; già che tal'hora agli huomini è più desiderabile, che la vita.“ p. 16

„Questa è la Fraude, la quale va disviando ogni persona. Che va facendo da poi? Con la potenza sua dà a bere a coloro, che sono per entrare nella vita, ma di che sorte è la bevanda? Errore ed Ignoranza. Indi che segue? bevute queste cose vengono alla vita. Tutti dunque bevono l'errore; Tutti lo bevono, ma chi di più, e chi meno.“ p. 3

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