“Ci sono parole che pesano più di altre, che vogliono essere taumaturgiche, ma in realtà sono soltanto vuote. "Cambiamento" è una di esse. Oggi piace al pubblico, che è diventato popolo sovrano grazie a un clic. Sono troppo vecchio e smaliziato per non vedere nell'ideologia del cambiamento quello che il principe di Salina vedeva nel proprio tempo. Vecchiaia e scetticismo sono un buon antidoto alle facili illusioni.”Corrado Stajano
“Mio padre era di Noto. Finita la guerra fu mandato col grado di capitano a Cremona dove conobbe mia madre. In quella città spadroneggiava Farinacci. E fu nel 1922, alla vigilia della marcia su Roma, che i fascisti assaltarono l'edificio della prefettura. Fedele alla monarchia e allo Stato, mio padre ebbe il compito di proteggere la sede prefettizia. Ci furono dei morti dalla parte degli squadristi. Il ras Farinacci invocò il martirio fascista. Fu in quel momento, nella confusione e collusione dei poteri governativi, che il fascismo trionfò. Era il 1922, la marcia su Roma fu la ciliegina.”Corrado Stajano
“[…] quanto ad Ambrosoli, mi stupì enormemente il confronto tra il suo studio e quello di Michele Sindona. Come se i due spazi riflettessero le due diverse dimensioni umane: in uno si respirasse aria pulita e nell'altro le peggiori tossine.”Corrado Stajano
“Qualcuno mi ha definito "scrittore civile", onestamente mi pare una definizione pigra. Se civile significa avere ben presente la differenza tra bene e male allora, partendo dal grande Dostoevskij, sono tanti gli scrittori che possono fregiarsi di questo aggettivo.”Corrado Stajano