“Avessi studiato da giovane. | Non sapessi la verità.”Franco Fortini Origine: L'ospite ingrato, p. 29
“Ma tu continua a consumarlo, il dorso della mano, | a consumarlo con le dita, | Zanzotto amico, | tu che non chiedi pietà, non è vero? | tu che vuoi verità a costo di non essere.”Franco Fortini Su di una foto; p. 111 L'ospite ingrato
“La verità particolare dei ceti e dei gruppi rappresentati nel film [La dolce vita], per diventare universale aveva bisogno che lo spettatore qualunque si sentisse con quegli ambienti, in qualche modo, compromesso, corresponsabile, complice come di fatto è. Il film invece tende a fornirgli una buona coscienza, facendogli vedere la «morte» allegorica dei peccatori.”Franco Fortini
“[Su Le mosche del capitale di Paolo Volponi] Dopo Aracoeli della Morante (1982) non leggevo pagine narrative italiane con tanta partecipazione e ammirazione. Le due opere sono diversissime per modo di vedere il mondo e per uso del linguaggio. Quello è ultimativo e tragico; questo è drammatico, quindi non ultimativo. Hanno però in comune la certezza che il centro della realtà e verità abiti le buie viscere, dov'è il nodo tra fantasmi della mente e materia biologica. Nella Morante per una capitolazione catastrofica ed estatica, in Volponi per una aggressiva rivendicazione della corporeità di oppressi e di entità non umane diretta contro il delirio verbale del potere, inteso come laido ronzio di mosche. L'uno e l'altro raccontano una sconfitta e rovina, prima collettive e storiche che personali: il decennio settanta.”Franco Fortini Origine: Da L'Indice dei Libri del Mese, n. 6, 1989.