“Ormai se ti dico buongiorno ho paura dell'eco, | tu, disperato teatro, sontuosa rovina. || Eppure t'aveva lasciata, il mio verso, una spina. | Ma va' senza ritorno, perfetto e cieco.”Franco Fortini Per Pasolini; p. 92 L'ospite ingrato
“Scherno è lo schernire, | morte il morire, degno d'ira l'ira, | e il solo mutamento è questo verso | che va e viene, ripete, in sé diverso | ed eguale, monotono, cadenze | immotivate, grigie danze, assenze | secolari ma rode di pietà | la pietra della morta realtà.”Franco Fortini Una volta per sempre
“Era la guerra, la notte tremavano | nelle credenze i cristalli al ronzio | delle ondate da ovest ad oriente | o a sud, verso l'Italia. Chi ero io | e tu chi eri? Cominciò così.”Franco Fortini Una volta per sempre
“Ma, considerando poi il film [La dolce vita] a mente più fredda, mi è parso chiaro che i richiami alla Grazia e alla Santità vi siano tanto tenui e l'adesione al mondo della Dissipazione tanto ben equilibrata con la ripugnanza, che il film – al di là di tutte le intenzioni del suo autore – è ateo, nel senso volgare della parola più di qualsiasi film di Bergman, più d'ogni Posto delle fragole, proprio perché, oggi e probabilmente sempre, un ateismo di tipo razionalista è ben più vicino alla tensione verso i valori assoluti di quanto non sia l'ateismo inconfessato e misticheggiante.”Franco Fortini
“[…] «mantenere in una versione certe ruvidezze dei testi è forse l'esito più raro», scriveva (in «Letteratura», n. 12, ottobre 1939, p. 156) recensendo versioni di poesia italiana contemporanea comparse sulla rivista tedesca «Das Innere Reich». Ma che cosa sono «certe ruvidezze» se non la ricorrente insorgenza di contenuti ancora non domi, gli squilibri di chi allarga il proprio arco lessicale perché non conta più sulla sapienza omogenea della società e affida al verso il compito di fondarne una nuova? Se non il contrario dell'attenuazione, della litote?”Franco Fortini