Frasi di Giovanni Vannucci

8   11

Giovanni Vannucci

Data di nascita: 26. Dicembre 1913
Data di morte: 18. Giugno 1984

Pubblicità

Giovanni Vannucci è stato un presbitero e teologo italiano dell'Ordine dei Servi di Maria.

Autori simili

Piero Coda photo
Piero Coda5
presbitero, teologo e docente italiano
Ermes Ronchi photo
Ermes Ronchi72
presbitero e teologo italiano
Giuseppe Dossetti photo
Giuseppe Dossetti1
presbitero, giurista e politico italiano
Raniero Cantalamessa photo
Raniero Cantalamessa37
presbitero, teologo e predicatore italiano
Luigi Giussani photo
Luigi Giussani90
sacerdote e teologo italiano
Romano Guardini photo
Romano Guardini41
presbitero, teologo e scrittore italiano
Ronald Knox photo
Ronald Knox4
teologo, prete e scrittore britannico
Hans Urs Von Balthasar photo
Hans Urs Von Balthasar370
presbitero e teologo svizzero

Frasi Giovanni Vannucci

Pubblicità

„Il Regno verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme.“

—  Giovanni Vannucci
Source: Citato in Ermes Ronchi, Sciogliere le vele. Commento ai vangeli festivi. Anno A, Edizioni San Paolo, 2004, p. 67.

„La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza. L'accumulare diventa una mania: l'avaro non vede che il possesso, non vive che per possedere, il possesso è per lui il fine supremo. Il possesso, da schiavo, è divenuto padrone e selvaggiamente trionfa.
L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.“

—  Giovanni Vannucci

„Ogni azione umana crea continuamente dei vuoti e dei pieni, apre delle parentesi che dovranno venir chiuse. Se l'uomo fa il male come reazione al male, chiude una parentesi aperta dal male inferto; se fa il male per il male, apre una parentesi creando un vuoto che gli attirerà del male. Così avviene per il bene. Se l'uomo usa generosità per attirare generosità, apre e chiude questa parentesi; ma se è generoso con chi non potrà ricambiarlo, apre un vuoto di bene in cui entrerà dell'altro bene per colmarlo.
Quando uno fa del male come reazione a un male, chiude la parentesi del male; in questo caso vige la legge del taglione, chi è stato offeso può domandare giustizia: giustizia che è sempre una larvata forma di vendetta e, una volta soddisfatta l'esigenza di giustizia, la parentesi è chiusa, l'offensore ha pagato, non deve più nulla; l'offeso non ha più alcun diritto. Ma se chi ha ricevuto l'offesa non reagisce, l'offensore apre in sé un vuoto che sarà fatalmente ricolmato da un'altra offesa, anche se interviene il perdono dell'offeso.
Una legge severa presiede a questi meccanismi; così colui che fa il bene, e di questo riceve la ricompensa e la gratitudine del beneficato, chiude la parentesi, e il benefattore ha ricevuto la sua ricompensa; se invece la generosità è gratuita, se l'amore non è limitato da nessuna finalità, se qualcuno rivolge la sua forza di amore e di dono a chi non potrà rispondergli con altra generosità e amore, si stabilisce una corrente di vuoto che sarà colmata da altra generosità e da altro amore.
Le nostre azioni, le nostre opere di cristiani dovranno essere contrassegnate dall'apertura di una assoluta gratuità: questa stabilirà un continuo flusso di bene e di grazia tra il cielo e noi. E ci libererà da tutte quelle solidificazioni create dall'ambizione vanitosa di porre una finalità alle nostre azioni, anche a quelle che riteniamo più conformi alle qualità cristiane. Amiamo «per», preghiamo «per», facciamo delle opere sociali «per»; motivare l'amore non è amare, avere una ragione per donare non è dono puro, avere una motivazione per pregare non è preghiera.“

—  Giovanni Vannucci

„Lo Spirito Santo è il vento che fa nascere i cercatori d'oro.“

—  Giovanni Vannucci
Source: Citato da Ermes Ronchi nella trasmissione televisiva Le ragioni della speranza, Rai 1, 22 maggio 2010.

Anniversari di oggi
Vito Mancuso photo
Vito Mancuso10
teologo italiano 1962
John Milton photo
John Milton35
scrittore e poeta inglese 1608 - 1674
Fulton J. Sheen photo
Fulton J. Sheen82
arcivescovo cattolico statunitense 1895 - 1979
Natsume Sōseki photo
Natsume Sōseki5
scrittore giapponese 1867 - 1916
Altri 85 anniversari oggi
Autori simili
Piero Coda photo
Piero Coda5
presbitero, teologo e docente italiano
Ermes Ronchi photo
Ermes Ronchi72
presbitero e teologo italiano
Giuseppe Dossetti photo
Giuseppe Dossetti1
presbitero, giurista e politico italiano
Raniero Cantalamessa photo
Raniero Cantalamessa37
presbitero, teologo e predicatore italiano