Frasi di Piero Belli

Piero Belli è stato un giornalista e scrittore italiano, che ebbe una certa notorietà nel primo dopoguerra.

Aderì al futurismo e fu amico di Ottavio Dinale. Scrisse durante la prima guerra mondiale il romanzo L'ultimo garibaldino.

Fu giornalista del Popolo d'Italia, il quotidiano fondato da Benito Mussolini, e in tale veste nel 1920 seguì l'impresa di Fiume di Gabriele d'Annunzio, che esaltò in seguito nel libro La notte di Ronchi.

Nel 1921 fu per qualche mese redattore capo del Popolo d'Italia, e nel 1924 fu corrispondente del giornale a bordo della nave Italia, durante la crociera in America Latina: le sue corrispondenze dalla crociera furono pubblicate su diversi quotidiani e infine raccolte nel libro Al di là dei mari.

Fu corrispondente nella guerra d'Etiopia, esperienza raccolta nel volume Un'orda barbarica al servizio della civiltà. L'agonia del brigantaggio abissino. Wikipedia  

✵ 17. Settembre 1882 – 10. Marzo 1957
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Piero Belli Frasi e Citazioni

“[Sull'impresa di Fiume]
Si deve dire che ci fu un uomo il quale prese ad un tratto in pugno tutto il destino dell'impresa. Fu il gigante che inarcò le spalle a sorreggere il peso immane di uno sforzo pauroso: quello necessario ad impugnare un revolver ed a spianarlo contro la fronte di un altro uomo, per la fulminea eliminazione dell'ostacolo insormontabile.
— Occorrono i camions? — interrogò egli.
— Per l'appunto.
— E vi disperate perché non ci sono?
— Precisamente.
— Allora, fermi tutti. Ci penso io!
Non disse altro. Non chiese nulla. Non esitò un istante. Balzò in automobile e si precipitò a rotta di collo verso Palmanova. […]
Furono a un tratto faccia a faccia: quegli che voleva i camions e quegli che doveva darli. Due capitani. Due italiani. […]
Alla breve luce di una lampada, entro l'angusto spazio di una cameretta uso baracca, la polemica fu subito troncata da un gesto di minaccia. L'ufficiale di d'Annunzio sollevò il pugno armato di rivoltella all'altezza di quella fronte curva nel diniego inesorabile. E le parole della intimazione furono scandite nel silenzio con la voce tronca che mozza il respiro.
— O tu cedi o io sparo!
L'altro impallidì. Poi disse:
— Cedo alla violenza.
Non si sentiva di morire per 40 camions. E poi, quegli che lo fronteggiava non era un austriaco. Gli brillavano sul petto tre medaglie d'argento. E coteste tre medaglie ne aspettavano un'altra: d'oro. Era dunque un eroe autentico. Ed era precisamente il capitano degli arditi Ercole Miani, triestino, conquistatore del Vodice.”

Piero Belli

da La notte di Ronchi, pp. 19-22

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