Frasi di Publio Ovidio Nasone

Publio Ovidio Nasone foto

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Publio Ovidio Nasone

Data di nascita: 20. Marzo 43 a.C.
Data di morte: 17 d.C.
Altri nomi: Ovidius, Publius Naso Ovidius

Publio Ovidio Nasone, più semplicemente Ovidio , fu un celebre poeta romano tra i maggiori elegiaci.

Frasi Publio Ovidio Nasone


„Il «divertirsi» di Ovidio, anche coni mezzi stilistici, non è leggerezza ma una forma di umanità. Le Metamorfosi sono in fondo un poema pervaso da una profonda tristezza; l'affermazione può apparire sorprendente a chi si lasci trasportare, peraltro giustamente, dalla vivacità dei toni e dei colori, dalla piacevolezza del racconto, ma lacrime copiose rigano dappertutto i volti dei personaggi e ogni trasformazione è un dramma piú doloroso della morte vera, per la sua ambiguità, cioè perché, come dice Mirra (X 487), non è né vita né morte. Alla rappresentazione ora piú ora meno fredda, ma sempre partecipe, della sofferenza di chi perde la propria identità, il gioco condotto da Ovidio al livello degli slanci della fantasia e insieme del potere autonomo di suggestione dei mezzi stilistici, compreso quel mezzo che è la fluente sonorità, si affianca come gusto della vita ma anche, mettendo a nudo la «meccanicità» dei sentimenti e delle azioni, come un discreto sorridere sulle curiose e fantastiche cose che accadono al mondo, come una forma di saggezza. (Piero Bernardini Marzolla)“

„Tutto si trasforma, nulla perisce. Lo spirito vaga e da lí viene qui e da qui va lí e s'infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma. [... ]
E poiché ormai mi sono slanciato su questo vasto mare e corro a vele spiegate col vento in poppa: in tutto il mondo non c'è cosa che duri. Tutto scorre, e ogni fenomeno ha forme errabonde. (Pitagora; XV, 165; 1994, p. 613)“


„Questa umanizzazione (o riumanizzazione?) della natura attraverso i miti laicizzati dà una nuova giustificazione alla rivendicazione della validità della fantasia. E la nostra civiltà, una volta scelta per sé una concezione che rimanda al cielo, torna sempre con gioia a ritrovare nelle Metamorfosi questo mondo terreno cosí ricco e vario dove potenze divine e creature umane s'incontrano, dove il favoloso è reale, dove l'affannarsi (lei corpi e della psiche si converte in giochi di forme. (Piero Bernardini Marzolla)“

„Roma può darti tante e tali donne
che puoi ben dire: «Ciò ch'è bello al mondo
è tutto qui». (1958, p. 21)“

„Finirà il giorno e Febo si tufferà nelle profondità del mare con i suoi cavalli stanchi, prima che io riesca a elencare con la parola tutte le cose che assumono un nuovo aspetto. Cosí vediamo che le epoche cambiano e che là dei popoli diventano potenti, qua decadono. [... ] Dunque anche Roma, crescendo, muta forma, e un giorno sarà la capitale del mondo immenso. (Pitagora; XV, 420; 1994, p. 625)“

„L'intento di Ščeglov è spiegare l'impressione comune, contraddittoria, che il mondo ovidiano lascia nel lettore: grande varietà e ricchezza, ma insieme grande unità, e parentela fra tutte le cose. Cercando di individuare i fattori che suscitano questa duplice impressione, Ščeglov – eccellente filologo – considera la strana insistenza con cui nel poema vengono usati epiteti che a prima vista possono apparire superflui o ornamentali (lungo serpente, umide paludi ecc.), e nota come questi abbinamenti abbiano invece la precisa funzione di isolare proprietà oggettive, di fissare tratti distintivi mediante concetti geometrici e fisici; e passando alla tecnica delle descrizioni ovidiane, in prima linea quelle delle trasformazioni, ci mostra come la riduzione di ogni fenomeno a un ristretto numero di elementi fondamentali (le proprietà, i tratti distintivi) abbia tutta una catena di effetti: da un lato Ovidio caratterizza non singole cose, ma classi di cose; dall'altro, dato che i concetti geometrici e fisici sono applicabili alle cose piú disparate, tutto diventa commensurabile e quindi riducibile ad altro: e qui appunto è riposto il segreto della facilità con cui le trasformazioni avvengono nel poema e sono da noi accettate, e il mondo per le infinite combinazioni possibili si allarga, e al tempo stesso, però, riportato a un livello unico, ci si presenta come un sistema. (Piero Bernardini Marzolla)“

„Gli affetti umani sono tanto vari quanto sono diverse nel mondo le forme delle cose.“