„Se non avessimo difetti, non proveremmo tanto piacere a notare quelli degli altri.“

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Massime, Riflessioni morali

Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia
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tanto, piacere, difetto
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François de La Rochefoucauld195
scrittore, filosofo e aforista francese 1613 - 1680
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„I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.“

—  Baltasar Gracián gesuita, scrittore e filosofo spagnolo 1601 - 1658

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„I difetti degli altri assomigliano troppo ai nostri.“

—  Leo Longanesi giornalista, pittore e disegnatore italiano 1905 - 1957

Milano, 1° aprile 1955
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„È molto più semplice occuparsi dei difetti degli altri, che dei propri.“

—  Louisa May Alcott scrittrice statunitense 1832 - 1888

cap. 7; 2016
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„È per il piacere per il quale tanto ci affanniamo, che noi affrontiamo la noia più desolante.“

—  Jacques Deval commediografo, regista e scrittore francese 1890 - 1972

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„Noi andiamo dietro alle astrazioni, e trascuriamo i suggerimenti dell'esperienza, pel vivo bisogno di armonia estetica; noi non possiamo andare d'accordo fra noi, ed associarci in un lavoro comune, per eccesso d'individualità. Spesso però i difetti sono puramente e semplicemente difetti, per quanto sia duro il confessarlo a noi stessi. Il rovescio d'un vizio non è sempre una virtù. A noi basti per ora notare che l'italiano può, quanto e più degli altri, essere disciplinato. Ce ne fanno fede la Repubblica e l'Impero romano, la storia di Venezia e del Papato, ed oggi stesso ce ne dà splendido esempio, come dice benissimo il Turiello, il nostro esercito.“

—  Pasquale Villari storico e politico italiano 1827 - 1917

Origine: È questo un monito dell'autore per tutti coloro che tendono a presentare come un pregio la proverbiale ingegnosità napoletana. Si tratta della cd. "arte di arrangiarsi" che, se anche talvolta è una necessità imposta dalla particolare realtà sociale in cui l'individuo si trova a vivere, altre volte è semplicemente il segno di un malcostume, di una mentalità fondamentalmente deformata e di una disonestà di base dell'individuo, p. 164
Origine: Lettere meridionali, p. 165

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„Nei tempi nostri non vi è tanto pericolo dai nemici in armi, quanto dai piaceri che da ogni parte sono sparsi.“

—  Tito Lívio, libro Ab Urbe condita libri

Scipione l'Africano: XXX, 14; 2006
Non est, non tantum ab hostibus armatis aetati nostrae periculi, quantum ab circumfusis undique voluptatibus.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX

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„Nei tempi nostri non vi è tanto pericolo dai nemici in armi, quanto dai piaceri che da ogni parte sono sparsi.“

—  Publio Cornelio Scipione politico e generale romano, appartenente alla Gens Cornelia -235 - -183 a.C.

citato in Tito Livio, XXX, 14; 2006
Non est, non tantum ab hostibus armatis aetati nostrae periculi, quantum ab circumfusis undique voluptatibus.
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„Il suo solo difetto è di non avere difetti.“

—  Gaio Plinio Cecilio Secondo scrittore e senatore romano 61 - 113

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