„Giuratemi che non farete niente per ,» insisté lei. «Giuratemi che non entrerete più nel mio camerino se non vi chiamerò io.»
«E voi promettete di chiamarmi qualche volta, Christine?»
«Ve lo prometto.»
«Quando?»
«Domani.»
«Allora ve lo giuro!“

—  Gaston Leroux, p. 123
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poeta, giornalista e scrittore francese 1868 - 1927
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„La fortuna è donna; se voi ve la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani.“

—  Napoleone Bonaparte politico e militare francese, fondatore del Primo Impero francese 1769 - 1821

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„Quando il critico dice che promette è allora per lo più che l'artista mantiene.“

—  Camillo Sbarbaro poeta, scrittore e aforista italiano 1888 - 1967
Source: Da "Trucioli" dispersi, a cura di Giampiero Costa e Vanni Scheiwiller, Scheiwiller, 1986.

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„Io non sono vecchio! Non vogliono dir nulla settantaquattro anni! Cinquant'anni non sono nulla, non mi separano affatto dalla giovinezza. Se mi volto, dietro le mie spalle c'è la giovinezza chiara, nitida, e dietro c'è la fanciullezza, ancora più chiara e nitida di quando avevo vent'anni. I pensieri sono con me, li devo ancora sviluppare, e così i sentimenti, i desideri: li devo ancora appagare! Io non sono affatto sazio di vita, comincio appena ora ad assaporarla! Perché mi mettete addosso questi dolori artritici, queste rughe che mi fanno ghignare mentre non ghigno affatto, queste borse di pelle? Perché m'impastoiate come un mulo e mi accecate? Perché mi otturate le orecchie? E perché mi guardate con quegli occhi che trovano maturale che io muoia? C'è un errore, ve lo giuro! Arrivate alla mia età e ve ne accorgerete! Ma allora avrete anche voi un bel gridare, e quelli che avranno i venti, i trenta, i quaranta, i cinquant'anni che adesso avete voi non vi crederanno, e vi conforteranno col tono bonario che si usa con i pazzi quando dicono d'essere sani!". Paolo uscì; tremava leggermente. Come poteva un uomo ridursi così? Era chiaro: niente mai meditazione, niente mai volontà, niente mai autocritica, e quindi niente coraggio, niente dignità, niente luce intellettuale, niente superiorità sulla morte. Lo spirito, relegato nella stiva del corpo, costretto a servirlo per renderne infiniti i godimenti, ora si limitava a sbattere le sue catene per annunziare che il padrone colava a picco.“

—  Vitaliano Brancati scrittore, sceneggiatore 1907 - 1954

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