„Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Aeropago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. Passando infatti ed osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve l'annunzio».“

—  Luca evangelista, 17, 22 – 23
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„Non so se gli atei dovrebbero essere considerati cittadini, né tantomeno patrioti. Questa è una nazione timorata di Dio. Sono a favore della separazione tra Chiesa e Stato. Semplicemente non vedo di buon occhio gli atei.“

—  George H. W. Bush 41º presidente degli Stati Uniti d'America 1924
Attribuite, No, I don't know that atheists should be regarded as citizens, nor should they be regarded as patriotic. This is one nation under God. I support the separation of church and state. I'm just not very high on atheists. Riportata dall'attivista ateo Robert I. Sherman come una frase pronunciata ad una conferenza stampa del 27 agosto 1987 all'aeroporto internazionale di Chicago-O'Hare, subito dopo aver annunciato la candidatura a presidente. L'accuratezza è stata oggetto di disputa. Quanto affermato da Sherman non è stato né confermato né contraddetto da altri giornalisti. Spesso la frase viene riportata anche come «No, I don't know that atheists should be considered as citizens, nor should they be considered patriots.» Source: Documents at Bush Presidential Library Prove VP Bush Questioned Citizenship and Patriotism of Atheists http://www.robsherman.com/advocacy/060401a.htm, RobSherman.com, 1° aprile 2006. Source: Citato in On the Barricades: Bush on Atheism, Free Inquiry, autunno 1988, vol. 8, n°. 4, p. 16, ISSN 0272-0701 Source: Citato in Tom Tiede, Do We Want Atheist Army? http://news.google.com/newspapers?id=KltaAAAAIBAJ&sjid=yUwNAAAAIBAJ&pg=4651,702629, Waycross Journal-Herald, 22 ottobre 1990, vol. 73, n°. 250, p. 3.

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„Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.“

—  Augusto primo imperatore romano antico -63 - 14 a.C.
citato in Svetonio, Vite dei Cesari, Aug., XXVIII, 3

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„Io quand'ero questore scoprii la sua tomba [di Archimede], sconosciuta ai Siracusani, cinta con una siepe da ogni lato e vestita da rovi e spineti, sebbene negassero completamente che esistesse. Tenevo, infatti, alcuni piccoli senari, che avevo sentito essere scritti nel suo sepolcro, i quali dichiaravano che alla sommità del sepolcro era posta una sfera con un cilindro. Io, poi, osservando con gl'occhi tutte le cose – c'è, infatti, alle porte Agrigentine una grande abbondanza di sepolcri – volsi l'attenzione ad una colonnetta non molto sporgente in fuori da dei cespugli, sulla quale c'era sopra la figura di una sfera e di un cilindro. E allora dissi subito ai Siracusani – c'erano ora dei principi con me – che io ero testimone di quella stessa cosa che stavo cercando. Mandati dentro con falci, molti ripulirono e aprirono il luogo. Per il quale, dopo che era stato aperto l'accesso, arrivammo alla base posta di fronte. Appariva un epigramma sulle parti posteriori corrose, di brevi righe, quasi dimezzato. Così la nobilissima cittadinanza della Grecia, una volta veramente molto dotta, avrebbe ignorato il monumento del suo unico cittadino acutissimo, se non lo fosse venuto a sapere da un uomo di Arpino.“

—  Marco Tullio Cicerone, libro Tusculanae disputationes
Philippicae, Tusculanae disputationes, V, 23, 64-66 Cuius ego quaestor ignoratum ab Syracusanis, cum esse omnino negarent, saeptum undique et vestitum vepribus et dumetis indagavi sepulcrum. Tenebam enim quosdam senariolos, quos in eius monumento esse inscriptos acceperam, qui declarabant in summo sepulcro sphaeram esse positam cum cylindro. Ego autem cum omnia collustrarem oculis – est enim ad portas Agragantinas magna frequentia sepulcrorum – animum adverti columellam non multum e dumis eminentem, in qua inerat sphaerae figura er cylindri. Atque ego statim Syracusanis – erant autem principes mecum – dixi me illud ipsum arbitrari esse, quod quaererem. Immissi cum falcibus multi purgarunt et aperuerunt locum. Quo cum patefactus esset aditus, ad adversam basim accessimus. Apparebat epigramma exesis posterioribus partibus versiculorum dimidiatum fere. ita nobilissima Graeciae civitas, quondam vero etiam doctissima, sui civis unius acutissimi monumentum ignorasset, nisi ab homine Arpinate didicisset.

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