„Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta.“

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Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 07 Settembre 2020. Storia
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altro, fonte, viaggio
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scrittrice e esploratrice francese 1868 - 1969

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„Il mondo non è altro che un viaggio di dolori.“

—  Geoffrey Chaucer, libro I racconti di Canterbury

I racconti di Canterbury
Origine: Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 70. ISBN 9788858024416

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Citát „Il viaggio più lungo
è il viaggio interiore.“
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„Il viaggio più lungo
è il viaggio interiore.“

—  Dag Hammarskjöld 2º segretario generale delle Nazioni Unite 1905 - 1961

Origine: Tracce di cammino, p. 87

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„Un viaggio nella lucida follia | viaggio nella mia | lucida follia.“

—  Dj Gruff disc jockey, beatmaker e rapper italiano 1968

da Lucida Follia
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„Nella vita cristiana non basta sapere: senza uscire da sé stessi, senza incontrare, senza adorare non si conosce Dio. La teologia e l’efficienza pastorale servono a poco o nulla se non si piegano le ginocchia; se non si fa come i Magi, che non furono solo sapienti organizzatori di un viaggio, ma camminarono e adorarono.“

—  Papa Francesco 266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936

Origine: Citato da Franca Già soldati, Il Papa ai credenti: non basta avere un rosario in mano, bisogna imparare ad adorare Dio e non il proprio Io https://www.ilmessaggero.it/AMP/vaticano/papa_francesco_salvini_natale_rosario_epifania-4965503.html), su Il Messaggero, 6 gennaio 2029. URL archiviato il 7 gennaio 2020 http://archive.ph/wip/63i1h/.

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„II Il viaggio e il ritorno“

—  Dino Campana poeta italiano 1885 - 1932

Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali prostitute sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. (p. 14)
Dal giardino una canzone si rompe in catena fievole di singhiozzi: la vena è aperta: arido rosso e dolce è il panorama scheletrico del mondo. (p. 15)
O il tuo corpo! il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato da una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio: e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un Dio era nella sera d'amore di viola: ma tu leggera tu sulle mie ginocchia sedevi, cariatide notturna di un incatevole cielo. (p. 15)
Aprimmo la finestra al cielo notturno. Gli uomini come spettri vaganti: vagavano come gli spettri: e la città (le vie le chiese le piazze) si componeva in un sogno cadenzato, come per una melodia invisibile scaturita da quel vagare. Non era dunque il mondo abitato da dolci spettri e nella notte non era il sogno ridesto nelle potenze sue trionfale? Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull'infinito, che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra bellezza? La luna sorgeva nella sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina. (p. 16)
Canti orfici e altri scritti

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