“[Nella Pinacotheca] Le opere degli scrittori vi sono semplicemente accennate, e non si distinguono sovente le inedite da quelle che hanno veduta la luce. Pare inoltre che troppo abbia egli conceduto all'amicizia, esaltando con somme lodi alcuni suoi amici, a cui forse dovevansi più moderate. Con altri, al contrario, ei si mostra troppo severo; e si può dire del Rossi ciò che abbiamo detta del Giovio, che alcuni non sono già elogi, ma satire. Nel che però ei non é ugualmente degno di riprensione; perciocché egli propriamente non si prefisse di scrìvere elogi, come il Giovio, ma di fare ritratti, cosi indicando la voce Pinacotheca.”
da Storia della letteratura italiana, volume IV, p. 539
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