Frasi su forse

Una raccolta di frasi e citazioni sul tema forse, essere, vita, cosa.

Un totale di 4045 frasi, il filtro:

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„Devi diventare forte, una roccia. Sennò non sopravvivi. È stato un anno molto duro. Qui a Los Angeles i media sono molto aggressivi e sì, forse tendono a giudicarmi prima del tempo. Anche i fan sul campo sembra che mi abbiano già giudicato, ma loro sono tifosi, fanno il loro mestiere, non ho nessun risentimento. Gioco a basket, la mia terapia. La mia fuga da ciò che mi sta succedendo. Forse mi diverto più in allenamento che in partita.“

—  Kobe Bryant cestista statunitense 1978 - 2020

Origine: Citato in Riccardo Romani, Kobe e LeBron, faccia a faccia tra presente e futuro dei Lakers https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/16/Kobe_LeBron_faccia_faccia_tra_co_9_040216124.shtml, Corriere della Sera, 16 febbraio 2004.

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„Margaret Smith, prima che tennista, è un fenomeno atletico, forse il più straordinario tra le straordinarie amazzoni dei campi.“

—  Gianni Clerici giornalista italiano 1930

Origine: Citato in Pietro Farro, Il tennis è un grattacielo: storie in punta di racchetta, Effepi Libri, 2005, p. 68, ISBN 88-6002-001-8.

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„Sarei forse più sola | senza la mia solitudine.“

—  Emily Dickinson scrittrice e poetessa inglese 1830 - 1886

I might be lonelier, vv. 1-2; 1992
Variante: Sarei forse più sola
senza la mia solitudine.
Sono abituata al mio destino.

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„Sono la creatura più felice dell'universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione.“

—  Jane Austen, libro Orgoglio e pregiudizio

Elizabeth; 1975
Orgoglio e pregiudizio, Posizione ignota

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„Inseguo 'ste comete, oggi è l'ultimo giorno. Forse uno come me riesce ad avere una come te.“

—  Gue Pequeno rapper italiano 1980

da Senza un domani
Altre canzoni

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„Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.“

—  Philip Roth, libro Pastorale americana

American Pastoral

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„Forse, come sai, gli affari portano denaro, ma l'amicizia quasi mai.“

—  Jane Austen scrittrice britannica 1775 - 1817

da Emma

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„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva.“

—  Victor Hugo, libro L'uomo che ride

1967, p. 236
L'uomo che ride

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„Forse su, su nel vuoto l'aria sembra la stessa | ma qui giù, sopra il suolo, qui la terra si è persa.“

—  Murubutu rapper italiano 1975

da Tornava l'albatros, n. 3
Il Giovane Mariani ed altri racconti

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„Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.“

—  Charlie Chaplin attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore britannico 1889 - 1977

Origine: Da My Trip Abroad, New York, 1922.

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„Forse un giorno gli ultimi saranno i primi, ma per ora sono i vanitosi a divertirsi di più.“

—  Cassandra Clare, Shadowhunters

Jace a Clary
Shadowhunters, Città di ossa

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„Le guerre si combattono perché l'uomo è un animale aggressivo; il più aggressivo, forse, della creazione.“

—  Umberto Saba poeta italiano 1883 - 1957

23, p. 32
Scorciatoie e raccontini

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„Forse è solo lo spirito della massa. Dare addosso all'individuo.“

—  Stephen King scrittore e sceneggiatore statunitense 1947

da Ossessione

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„Se io dormissi disteso sul tuo lato del letto io forse sarei te.“

—  Calcutta cantautore e compositore italiano 1989

da Gaetano, n. 1
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„Forse questo succede quando un tornado incontra un vulcano, tutto quello che so è che ti amo troppo per andarmene via ora.“

—  Eminem rapper, attore e produttore discografico statunitense 1972

Love The Way You Lie

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