“Ma ogni volta che si perdeva guardava le stelle e prendeva coraggio.”
Massimo Gramellini libro L'ultima riga delle favole
L'ultima riga delle favole
“Ma ogni volta che si perdeva guardava le stelle e prendeva coraggio.”
Massimo Gramellini libro L'ultima riga delle favole
L'ultima riga delle favole
Elena Ferrante libro L'amica geniale
My Brilliant Friend
City of Fallen Angels
Shadowhunters, Città degli angeli caduti
Variante: Come poteva desiderare dell'altro, quando aveva Jace?
Ma forse, le venne da pensare, avere qualcuno non era mai davvero possibile. Forse, per quanto si possa amare una persona, lei può sempre scivolarti via dalle dita come acqua, senza che tu possa farci niente. Ora capiva perché la gente parlava i cuori ‘infranti’: si sentiva come se il suo fosse di vetro rotto, con le schegge come coltelli che le trafiggevano il petto ogni volta che respirava.
Philip K. Dick (1928–1982) scrittore di Fantascienza statunitense
2004, p. 266
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Walt Whitman libro Foglie d'erba
Un trillo per la stagione dei lilla, p. 474
Foglie d'erba, Ruscelletti autunnali
Hans Albert Einstein (1904–1973) ingegnere svizzero
Origine: Citato da Bernard Mayer in un'intervista, riportato in G.J. Whitrow, Einstein: The Man and His Achievement, Dover, New York, 1967, p. 21; citato in Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso (The Quotable Einstein), a cura di Alice Calaprice, prefazione di Freeman Dyson, traduzione di Sylvie Coyaud, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, p. 174. ISBN 88-04-47479-3.