“Ave, Maria, di stelle inghirlandata, | curvo e triste nell'ombra io pur t'imploro; | la valle imbruna, è il fin della giornata; | coi mandriani dell'alpe io pur t'adoro. || Tu che salvi dall'ira del torrente, tu azzurra vision nell'uragano, | tu ospizio fra le nevi ardue, tu olente || aura, in che orror mi affondo, in che agonia; | l'onta, il ribrezzo, il gran buio crescente, | tu lo sai, tu lo vedi: Ave, Maria.”
Origine: Poesia dedicata, insieme a molte altre, alla Vergine del Santuario d'Oropa. Storia della letteratura italiana, vol. V, p. 132.
Origine: Citato in Storia della letteratura italiana, vol. V, p. 133.
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