“Si rappresenta Pulcinella-Werther, una parodia del romanzo di Goethe. Pulcinella è servo d'un giovane padrone, innamorato fradicio d'una bella ragazza, però promessa ad un altro. Il giovanotto piange, proclama di volersi ammazzare. Straziato, Pulcinella gli fa eco: si torce, ulula. D'un tratto Werther decide di trascinar seco nella tomba il fedele servitore, Pulcinella piomba nella più nera angoscia. Le segue con attenzione, è la prima volta che vede Pulcinella. S'accorge presto che l'attore mascherato si muove, parla, gesticola secondo un preciso rituale. Quando cammina, ad es., i passetti silenziosi delle babbucce hanno ritmo striano. Rappresentano un discorso.”Enzo Striano libro Il resto di nienteOrigine: Il resto di niente, p. 231
“Addio addio anche a te Vincenzo. Caro Vincenzo della mia giovinezza in questa cara città. Amore mio tu pure, ovunque ti trovi adesso. Speriamo che riesca a salvarti.”Enzo Striano libro Il resto di nienteOrigine: Il resto di niente, p. 402
“Senza volerti insegnare nulla ti costringeva ad apprendere, fra banalità, segreti pregevoli. Questa sarebbe la classe dirigente. A Napoli.”Enzo Striano libro Il resto di nienteIl resto di niente
“Le persone che contano sono ancora loro, capisci, questi nobili, magistrati, preti imbecilli che non valgono nulla. Per di più rozzi, volgari.”Enzo Striano libro Il resto di nienteIl resto di niente
“Avevano voglia preti e monaci a strillare che per la troppa scostumatezza Dio avrebbe fatto esplodere il Vesuvio.”Enzo Striano libro Il resto di nienteIl resto di niente