“Forse la percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall'andatura. Se vai lento, ovunque tu sia nella fascia temperata del Globo, le tue notti si popoleranno di grilli, belati, fumo di legno, erbe aromatiche, stelle. D'inverno ti addormenterai circondato di luce lunare fredda, odore di lana infeltrita e letame, tè bollenti e sogni caldi, quelli dove le persone hanno odore e sapore. In una parola, la vita.”Paolo Rumiz libro La leggenda dei monti navigantiLa leggenda dei monti naviganti
“Rossana Podestà, una che – racconta lei stessa – ha fatto l'attrice per sbaglio, senza amare davvero quel mondo. Rossana, nata in Libia, esploratrice forse più inquieta dello stesso Bonatti. Una che da piccola scappava di casa per mangiare dalle donne dei Tuareg il cuscus impastato con la saliva. "Era buonissimo", ricorda con nostalgia, come pensando a una libertà perduta.”Paolo Rumiz libro La leggenda dei monti navigantiOrigine: La leggenda dei monti naviganti, p. 116
“Dopo Caporetto, l'odore umido dell'Alpe si fa più forte, dalla bici vedo i contadini che falciano in fretta prima della pioggia. Incontro ciclisti, auto con deltaplani e canoe sul tetto. Tutto dice la familiarità degli slavi subalpini con l'aria aperta.”Paolo Rumiz libro La leggenda dei monti navigantiOrigine: La leggenda dei monti naviganti, p. 36
“La Valtellina ha due formidabili guardiani, per chi la imbocca dal lago di Como. Da una parte, il forte secentesco di Fuentes coperto di vegetazione, solitario relitto del dominio spagnolo a Milano e ultimo cattolicissimo avamposto verso il mondo protestante dei Grigioni. Dall'altra, Walter Bonatti, classe 1930, forse il più grande alpinista del mondo, che ha casa quassù.Per costruirsi il suo rifugio, Bonatti si è spaccato letteralmente la schiena trasportando enormi massi di granito.”Paolo Rumiz libro La leggenda dei monti navigantiOrigine: La leggenda dei monti naviganti, p. 115