Frasi di Antonio Genovesi

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Antonio Genovesi

Data di nascita: 1. Novembre 1713
Data di morte: 22. Settembre 1769

Antonio Genovesi è stato uno scrittore, filosofo, economista e sacerdote italiano.


„Mi piace che il giureconsulto sappia le lingue, sappia la storia: ma se non sarà filosofo riempirà i suoi commentari di ciarle.“ da Discorso sopra il vero fine delle lettere e delle scienze

„L’amore è o animale, o razionale. L’amore animale ha tutti i fenomeni d’una febbretta, quando è nel suo aumento: frequenza ed espansione di polsi, palpitazioni di cuori più sensibili, inquietudine di tutta la macchina, deliri, sogni, guance rubiconde, ecc. E quando quest’amore tira a lungo senza conseguire il desiderato fine, genera i segni d’una febbre continuata per lungo tempo: inappetenza, lassezza, pallore, emaciamento, lentezza e bassezza di polsi, debolezza e vacillamento di testa, e delle volte una morte etica. Dunque l’amore ha la sua sede e cagion fisica nel diaframma, nel cuore e nel sangue. I primi moti di quest’amore sono dolcemente piacevoli per quelle momentanee e continuate pressioncine nascenti e cadenti in tempi cortissimi ed eguali, per la forza dell’immagine dell’oggetto amato. Ma continuando poi, le percosse divengono più forti e lunghe; ond’è che essendo le cadute momentanee, comincia a prevalere la premitura dolorosa, e con ciò la tristezza e la malinconia. Così anche un vento mediocre, se continua, prima increspa il mare, poi fa che ondeggi, e ultimamente tempesti. In fatti l’amore quando tira a lungo, se vi si mischia la disperazione di conseguire il bene che si ama, diventa, come nelle febbri acute, frenesia: e dove venga ad unirsi la gelosia, furore.“ da Logica e metafisica


„Molti non hanno capito e non capiscono ancora che si voglia dire questa parola Aequitas, che i Greci chiamano epiìcia. L' aequitas in tutta la lingua Latina non suona altrimenti che Justitia, e l'aequum e 'l justum in tutte le leggi de' Romani son parole sinonime. AEquitas è dunque così parola di rapporto, come Justitia. Or Justitia è il perfetto combaciamento, l'esatta giustezza di qualche cosa col suo regolo. Due sono in morale i regoli, che i popoli civili hanno per la giustezza delle loro azioni: I. il jus civile. II. il jus di natura. Le leggi civili son nate per sostegno di questi jus; dunque sono anch'esse sottomesse al regolo: e questo regolo è la legge di natura. La legge di natura de' jus, cioè delle proprietà di ciascuno; dunque le leggi civili debbono avere il medesimo ufficio. Ma perché nelle città si cede a certi jus per formarne il jus pubblico, onde vi son creati di certi jus che non sono nello stato naturale, avviene alle volte che un'azione si combacia esattamente con la legge civile, ma non già col jus naturale. Allora il giudice dee studiarsi di avvicinare il più che si può la definizione della legge civile alla naturale. Questa equazione, o approssimazione, fu detta da'Greci Epiicia (vedete Aristotile negli Eudemj) e dai Latini Aeqvitas. Se la prima legge delle civili società è Salus Pubblica, seguita che la compassione per potersi dire equa, debba piegare a questa legge generale. Dove favorisce il privato col discapito pubblico, non vi è più quell'equazione col jus naturale ch'è detta; dunque è iniquità. Questi giudici dunque sono per ignoranza iniqui e crudeli, quando credono di esser giusti e umani.“ p. 112

„Sarà sempre verissima questa massima di Lucano: Non sibi, sed domino gravìs est, quae servit egestas. [... ] Io non saprei che dirmi d'una massima d'un principe de' secoli passati, Che Impoveriscano (i sudditi) ma servano: temo i sudditi troppo comodi. E le ragioni della mia ignoranza sono: 1 Che si può fare che i popoli sieno agiati e obbedienti (i Chinesi). 2 Che la disubbidienza non vien mai dalle ricchezze, ma o dalla parziale amministrazione della giustizia, o dalla sproporzionata ragion delle tasse. 3 Che i popoli pezzenti o desertano, o tumultuano perpetuamente. E la catena de' comodi che lega l'uomo alla repubblica: e chi è così legato alla patria, è sempre sottomesso all'obbedienza di un savio governo.“ p. 155

„Il più grande ostacolo alla perfezione delle cose umane è il credere che siano perfettissime.“ da Discorso sopra il vero fine delle lettere e delle scienze

„La marea del pubblico trascina fino i giganti.“ da Della Diceosina

„Tutte le leggi sono pezzi di filosofia.“ da La logica per gli giovinetti

„Il mutuo è contratto di pura beneficeuza e di sincerissirua amicizia: è dunque un beneficio. Ora i beneficj non si apprezzano, ne si danno ad interesse. Chi adunque esige usura del puro mutuo, distrugge la natura del beneficio; converte l'amicizia e l'umanità in mercanzia, e per sì fatto modo si studia di sbarbicarla da' cuori umani. Questo è contro il sistema del genere umano, e con ciò contro la legge naturale. Se Platone, Aristotele, Catone, Varrone insegnavano questo, essi avevano senza dubbio nessuno la ragione dal canto loro.“ p. 168

„Tutti i contratti e tutti i patti, che hanno nome e causa, discendono dal jus naturale e hanno forza per la legge di natura; perché nel jus di natura e sotto la natural legge tutti gli uomini si considerano come eguali. I sovrani medesimi, in tutti i patti e i contratti di jus gentium con i loro sudditi, contraggono da privati.“ p. 115

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