Frasi di Carlo Bini

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Carlo Bini

Data di nascita: 1. Dicembre 1806
Data di morte: 12. Novembre 1842

Carlo Bini è stato uno scrittore e patriota italiano.


„La felicità le più volte consiste nel sapersi ingannare.“

„Consultate bene l'indole vostra, e quella seguite; — non farete mai male.“


„L'egoismo è l'unico movente delle azioni umane.“

„Il dubbio, che da una parte è la tortura dell'intelletto, dall'altra è il padre della scienza e del diritto.“

„La vita, a voler che sia bella, a voler che sia gaja, a voler che sia vita, dev'essere un arcobaleno, – una tavolozza con tutti i colori, – un sabbato dove ballano tutte le streghe. Il sollazzo e la noja, il pianto e il riso, la ragione e il delirio, tutti devono avere un biglietto per questo festino.“

„La parola è un bel dono; ma non rende la ricchezza del nostro interno; è un riflesso smorto e tiepidissimo del sentimento, e sta alla sensazione come un sole dipinto al sole della natura.“

„Togliete l'egoismo all'uomo, voi ne fate una pietra: non ha più ragione di operare né il bene né il male. L'egoismo è l'unico movente delle azioni umane.“ libro Manoscritto di un prigioniero

„La noia è l'asma dell'anima.“ libro Manoscritto di un prigioniero


„Chi non sa governare, è sempre un usurpatore.“ libro Manoscritto di un prigioniero

„Il cuore e la sventura produssero la religione naturale, la religione della speranza e dell'avvenire e la manterranno finché vi saranno deboli ed infelici.“ libro Manoscritto di un prigioniero

„La scienza è l'esperienza, e l'esperienza è un manto che si trama a fila di secoli; e più il manto si distende e più la scienza è completa e sicura.“ libro Manoscritto di un prigioniero

„L'umana sapienza consiste nel tollerare.“ libro Manoscritto di un prigioniero

„Il cuore e la sventura produssero la religione naturale, la religione della speranza e dell'avvenire e la manterranno finché vi saranno deboli ed infelici. È indispensabile che l'uomo conculcato e vissuto nel pianto speri nel futuro un vindice ed una ricompensa dei suoi dolori. E perché i deboli e gl'infelici formano il maggior numero, quindi è che moltissimi sono i credenti e rarissimi gli atei.“ libro Manoscritto di un prigioniero

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