“Tex ha felicemente superato i cinquant'anni di vita basandosi al novanta per cento sull'impostazione che gli ha dato il suo creatore. I canoni narrativi bonelliani sono molto precisi e molto rigidi: la caratterizzazione psicologica del protagonista e dei suoi stessi avversari è ben definita e ben scolpita nella mente del lettore tradizionale. La sua griglia narrativa è inconfondibile.”Claudio Nizzi
“Tex è assolutamente centrale nella storia. È lui il protagonista indiscusso. Tutto gira attorno a lui, anche i cattivi. Tex è la colonna portante della narrazione. Questo nelle storie di Boselli non avviene: fateci caso, il vero protagonista della storia è sempre un altro.”Claudio Nizzi
“I "fanzinari" sono una razza di lettori "a parte". Molto preparati, molto esperti, molto puntigliosi, ma anche molto velleitari. […] Quanti "fanzinari" possono esserci nel mezzo milione di lettori che tra inedito e ristampe comprano Tex? Massimo il cinque per cento. E noi dovremmo stravolgere un personaggio che viaggia ancora magnificamente in edicola solo per vellicare i gusti di una sia pur rispettabile e sofisticata minoranza? Se lo facessimo saremmo da ricovero.”Claudio Nizzi
“Il mondo di Tex è sempre stato manicheo. Quello che è bianco è bianco, quello che è nero è nero: Tex di fronte al grigio resta spiazzato, non sa cosa fare. Non è psicologicamente costruito per affrontare il grigio.”Claudio Nizzi
“La verità è che Kit [Kit Willer] non è mai stato ben definito psicologicamente ed è rimasto un'appendice al personaggio di Tex. Via via che Tex cresceva in carisma, il ruolo di Kit si impoveriva. Ma ormai esisteva e bisognava tenerserlo.”Claudio Nizzi
“Oggi dobbiamo anche fare i conti con il "politicamente corretto". Gli epiteti che Tex distribuiva allegramente a negri, cinesi e messicani (tuttavia senza ombra di razzismo) oggi non ce li possiamo permettere.”Claudio Nizzi