“Nicola Losapio giaceva supino sul letto. Vicino al capezzale una candela accesa. Aldilà del letto, allineati contro la parete, cinque giovani con le facce afflitte, rigidi solenni. La più attonita delle facce rigata di lacrime. Erano i suoi colleghi di università. Subito accorsi perché erano anche i suoi vicini di casa. In quel palazzo i piani alti erano suddivisi in piccoli appartamenti per affittarli a studenti venuti dalle province. Nella stanza faceva caldo, ronzavano mosche. Davanti alla finestra aperta un medico, un grosso prete che si sventagliava con il cappello, il padrone di casa e il giudice di quartiere discutevano sottovoce.”Franco Tagliafierro Il capocomico