“Who himself cannot control
Why should he o'er others rule?”
Quem não é senhor de si
Porque o será de ninguém?
Farsa dos Físicos (1512?), tr. Aubrey F. G. Bell
Gil Vicente è stato un drammaturgo e poeta portoghese, attivo alla corte di Lisbona nella prima metà del XVI secolo.
È considerato nel suo Paese il primo vero creatore di un teatro nazionale. Non abbiamo molte notizie riguardo alla sua biografia, in ogni caso si presume che possa essere nato a Lisbona o a Guimarães; non conosciamo con esattezza neanche la data di morte, ma poiché il suo ultimo lavoro teatrale fu rappresentato a Évora nel 1536, è probabile che sia morto nei pressi di quella città.
Vicente cominciò la sua proficua attività di drammaturgo presso la corte portoghese nella notte fra il 7 e l'8 giugno 1502, per celebrare la nascita del primogenito dei reali , recitando il Monologo do vaqueiro.Avendo riscosso molto successo, riuscì a mettersi sotto la protezione della regina madre Eleonora e nei 30 anni che seguirono produsse composizioni religiose, drammaturghe, spettacoli di corte, componimenti legati alla vita di corte e molto altro. Conosciamo la quasi totalità delle sue opere grazie al figlio Luis, che dopo un paziente lavoro di catalogazione e ricerca le pubblicò nel Copilaçam de todas las obras de Gil Vicente . Di queste opere, circa la metà sono scritte in portoghese mentre le altre sono composte in castigliano oppure in un plurilinguismo che accoglie anche il latino, il piccardo, il francese, l'italiano e il giudeo-portoghese.
Possiamo suddividere le sue opere in tre categorie principali: le opere "di devozione", le commedie e le farse. Non bisogna trascurare neanche la carriera di poeta di Vicente, che lo portò a scrivere poesie e liriche che poi calò all'interno delle sue produzioni teatrali. Alla sua scuola appartenne anche Simão Machado. Wikipedia

“Who himself cannot control
Why should he o'er others rule?”
Quem não é senhor de si
Porque o será de ninguém?
Farsa dos Físicos (1512?), tr. Aubrey F. G. Bell
Viera estar rosal florido,
cogí rosas con sospiro:
vengo del rosale.<p>Del rosal vengo, mi madre,
vengo del rosale.
Del rosal vengo, mi madre — "I Come from the Rose-grove, Mother", as translated by J. Bowring in Ancient Poetry and Romances of Spain (1824), p. 317
“The pursuit of love
is like falconry.”
La caza de amor
es de altanería.
Epigraph attributed to Gil Vicente by Gabriel García Márquez in Crónica de una muerte anunciada ["Chronicle of a Death Foretold"] (1981), first page.
En la huerta nasce la rosa:
quiérome ir allá
por mirar al ruiseñor cómo cantavá.
En la huerta nace la rosa — "The Nightingale", as translated by John Bowring in Ancient Poetry and Romances of Spain (1824), p. 316