“Sono qui. Avverto la presenza. Il cielo è l'enorme volto tumefatto di mio padre morto, le fosse nere dei suoi occhi decomposti osservano sul pianeta me, ritto nel prato, e urlo.Come una scimmia urlo, nella notte, cieco, come un primate, scaglierei un osso nell'aria buia, urlo, tutto il dolore che non c'è, la storia sciacquata e ripulita come il cadavere di mio padre, urlo come un macaco, gli arti flessi male, nella piazza vuota di notte, tutto è buio, solamente, tutto è buio continuamente.”Giuseppe Genna da Medium
“Questa propensione al rischio. La mia vera natura, selvatica, iridescente. Io sono l'arcaico cacciatore che all'alba uscì a sventrare velocissime gazzelle, tenendo lontani dalle sue piste i pardi pericolosi. E ritornai a sera nella puzza della spelonca, dividemmo il pasto con i cuccioli, crudo, nel buio ci addormentammo e sognammo i demoni dai volti deformati, colorati di vernice rossa, con le pupille gialle. Mangiavamo dolcissimi tapiri…”Giuseppe Genna da L'anno luce
“La nostra cultura. La nostra storia, storia di storie. Le piste crociate, i sovrappassi, le tremende consistenze del caso, delle tragedie. Questo bambino coperto di fango incastrato in un pozzo artesiano a 36 metri, il braccino sollevato, l'altro braccio ripiegato dietro la schiena arcuata, stretto nella morsa del fango dentro il buio che la specie teme.”Giuseppe Genna Dies Irae