Frasi di Jean Varenne

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Jean Varenne

Data di nascita: 12. Giugno 1926
Data di morte: 12. Luglio 1997

Jean Varenne è stato un orientalista, storico delle religioni e indologo francese, tra i più importanti studiosi delle religioni dei popoli indoeuropei.

Dopo aver studiato al liceo Thiers di Marsiglia, sua città natale, Varenne frequentò le università di Aix-en-Provence e di Sorbona nonché l'Ecole des Hautes Études, interessandosi sempre di storia delle religioni con particolare riguardo alla cultura orientale, perfezionandosi in sanscrito.

Dopo aver frequentato l'École Française d'Extrême-Orient, ha continuato i suoi studi in India e in Cambogia.

Nel 1962 diviene professore dell'Università di Provenza dove ha insegnato Civiltà dell'India e Storia dei popoli indoeuropei, passando, nel 1981 all'Università di Lione.

È stato invitato numerose volte in qualità di visiting professor in diverse università del mondo, soprattutto in India, Stati Uniti e Cambogia.

Tra le sue numerose opere ricordiamo:

Le Tantrisme. Retz, 1977 .

Zarathushtra et la tradition mazdéenne, Paris, Seuil, 1966 e 1977.

Mythes et légendes, extraits des Brâhmanas, Paris, Gallimard, 1968.

Grammaire du sanskrit, Paris, PUF, 1971 e 1978.

Upanisads du Yoga , Paris, Gallimard , 1971 .

Le yoga et la tradition hindoue, Paris, Denoël, 1971.

Célébration de la Grande Déesse , Paris, Les Belles Lettres, 1975.

Dictionnaire de l'hindouisme, Editions du Rocher, 2002 .

Zoroastre. Dervy, 1996 .

Cosmogonie védiques. Les Belles Lettres, Paris, 1982.

Le Veda Paris, Denoël, 1967.

Inoltre è stato direttore della collana "Le monde indien" e degli "Études Indo-Européennes" per l'editore parigino "Les Belles Lettres".


„[…] certe sette shivaite attribuiscono volentieri la creazione del mondo e il suo funzionamento al dinamismo (rajas) della dea, mentre Shiva riveste unicamente un ruolo d'ispiratore o, a rigore, di scenografo e spettatore. Eppure, nell'immensa maggioranza dei casi, il grande dio non viene privato del suo ruolo cosmico: quando lo si rappresenta come "re della danza“ nâtarâjan), è il solo ad assumere il suo ruolo di creatore-distruttore nell'atto di giocare con fiamme che sono altrettanti mondi chiamati a nascere, a svilupparsi, per poi scomparire per effetto della sua magia (mâyâ). (p. 208)

„Kundalini è insieme un serpente, un'energia intima e una dea: l'esoterismo del linguaggio crepuscolare risiede in questa simultaneità di significati in una stessa parola.“ p. 174


„Pertanto, ovunque si sono insediate queste due religioni dominanti, la prostituzione sacra (ma non la profana!) scomparve con tutto quello che si convenne di chiamare paganesimo. Tuttavia, in India né il cristianesimo né l'islam riuscirono ad avere la meglio in maniera decisiva, e gli indù rimasero fedeli, per la maggior parte, alla religione dei loro padri.“ p. 146

„Il prestigio di Abhinava-Gupta (X secolo), il principale teologo di questa scuola, permise sicuramente allo shaktismo di acquisire i suoi primi titoli di nobiltà presso i brahmini, poiché Abhinava-Gupta integrò una parte della sua ideologia in una costruzione filosofica ambiziosa, mentre la venerazione della dea (Dévî, Shakti) abitualmente non forniva altro che poemi mitologici.“ p. 40

„[…] shivaismo e tantrismo si sono reciprocamente influenzati a partire dall'VIII secolo.“ p. 40

„Oltre al sangue, Kâlî beve anche del vino (surâ, che in realtà è il nome dell'alcol in generale). Ella ha in mano una coppa che, miracolosamente, rimane sempre piena e combatte i suoi avversari in stato di ebbrezza.“ p. 84

„Troviamo così in tutti i settori del pensiero indiano questa esitazione tra un monismo intransigente e una certa forma di dualismo. La maggior parte dei darshana, e soprattutto Io yoga e il Vedanta, trovano d'altro canto il mezzo per conciliare queste due tendenze e subordinare la seconda alla prima, situando l'unità "al di là" della dualità che essa trascende.“ p. 204

„Nel complesso, dunque, il tantrismo afferma insieme la dualità universale e la preponderanza dell'aspetto femminile su quello maschile. Lo fa con costanza e sa trarne tutte le conseguenze non solo sul piano del ragionamento logico, ma su quello dei riti, dei miti e dei simboli. Nondimeno, non bisogna perdere di vista che non è questione di crogiolarsi nella dualità in sé e per sé, soprattutto in quella dualità "divorziata" che è il destino degli esseri nel mondo.“ p. 211

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